Giovedì, Agosto 28, 2014
 

Il Professore Vincenzo Mollace scrive ad Anastasia. Anastasia educatamente risponde.

mollace prof vincenzoGentilissimo Professore Vincenzo Mollace, solo adesso ho visto il Suo commento, dal raffinatissimo titolo "contromerdate", al mio articolo  del 22 maggio u.s. pubblicato su questo giornale on line dal titolo"

Doverosamente Le rispondo se pure con ritardo.

Radiocivetta pubblica la sua lettera non solo nel ristretto spazio riservato ai commenti ma la ripropone in apertura alla mia risposta per dare a Lei tutta la visibilità che merita.


Ecco il Commento-Lettera del Professore Vincenzo Mollace dal titolo suggestivo "contromerdate"riportato integralmente così come per email è giunto:
"contromerdate":
"Mi trasferiscono l'informazione che tal Anastasia, sicuramente nome d'arte, (rimane da chiarire in quale tipo di veriatà artistica la scrittrice sia specializzata) ha reitenuto omaggiarmi di una manzione nell'articolo "Calabria: terra degli dei, terra di nessuno. La Cupola sopra di noi". Riprendendo un canovaccio ormai liso che compare ormai da anni su un giornalaccio reggino, pubblicato a cura di un noto pregiudicato, (nei paesi anglosassoni certo pseudo giornalismo è definito "rubbish", che vuol dire spazzatura), l'articolista dal nome d\'arte si impegna in un percorso tortuoso nel tentativo di richiamare la presunta apparteneza mia e di mio fratello a non ben identificati elenchi massonici o consimilia con attribuzioni non certo positive. Devo dire che, nell'ambito delle contumelie che in questi anni ci sono state indirizzate dal noto giornalaccio, questa è una vera new entry di cui, francamente, non mi ero accorto (in verità ho altre preferenze in fatto di letture per cui, inevitabilmente, qualcosa mi deve essere sfuggito negli ultimi tempi).
Tranquillizzo, allora, sia l'articolista che il killer che le ha commissionato il pezzo (come gli altri sul tema che, ormai, non destano più nè curiosità nè indignazione). Gli unici elenchi in cui potrà veder comparire il mio nome sono quelli della New York Academy of Sciences, di cui sono membro onorario, della American Heart Association, della Società Italiana di Cardiologia e della Società Italiana di Farmacologia e Tossicologia. Le altre presunte affiliazioni le lascio a chi, negli anni, con certe consorterie ha fatto affari ed intessuto rapporti molto stretti, come è noto urbi et orbi. Tra l\'altro, preferisco in ogni caso essere accomunato ai macellai, che come categoria forniscono almeno carne fresca, piuttosto con certi cosidetti professionisti a lei molto noti che si nutrono di carne di carogna, putrefatta e malsana. In ogni caso, gioverà sapere all'articolista che l'ingente risarcimento danni che chiederò per questa ulteriore calunnia, sarà spesa bene, in quanto devoluta all'Associazione Per la lotta alle Leucemie. Almeno, dopo tanto scempio, tali merdate che provano a farci piovere addosso, serviranno a qualcosa di pulito.

Prof. Vincenzo Mollace Ordinario di Farmacologia Università di Catanzaro P.S.
E' la prima volta che mi sento chiamare Vincenzino e, addirittura, con un acronimo che non mi è mai appartenuto, Cecè.

Cara fanciulla, a furia di strafare con i nomi d'arte ha preso un altro strafalcione!!!!! Si informi dai soliti bene informati, ormai noti a tutti, che vi passano il pabulum per le vostre calunnie.

Le confermeranno che Cecè è un acronimo poco usato dalle nostre par...2008-06-03
"

Risposta di Anastasia:

Chiarissimo Professore Vincenzo Mollace,
rispondo alla Sua cortese lettera  e vado  ai seguenti punti:

Punto Primo
:che io non sono il sicario di nessuno e non ho killer che mi commissionano articoli o altro, non ho di queste frequentazioni. Voglio sperare che la Sua affermazione scaturisca da letture di troppi libri gialli, magari anche un po’ scadenti. Ritengo questa sua affermazione diffamatoria e calunniosa senza ombra di dubbio, di cui ne dovrà rendere conto davanti alla legge.

Punto Secondo: io ho riportato una notizia pubblicata da un periodico diffuso su territorio nazionale e che ha tanto di autorizzazione del Tribunale di Reggio Calabria. Non mi risulta che a Reggio Calabria vi sia un “giornalaccio diretto da un pregiudicato”. Salvo che Ella non abbia informazioni riservate in merito che avrebbe dovuto esporre nella Sua reprimenda, debbo ritenere che l’espressione non seguita da specifiche indicazioni sia forse riconducibile a inadeguate pubblicazioni del Periodico sui Suoi meriti accademici che La candidano accademicamente al Nobel per l’Alta Amministrazione di cui hanno goduto, fino allo stremo, gli enti da Lei beneficati.
Lei che è tanto istruito e tanto in alto nell’Olimpo del sapere e Casignana ne sarà sicuramente orgogliosa, quantomeno al pari di Ciminà che si gloria di averLa avuta come assessore esterno anche se ha pianto per la Sua scelta di andare alla Comunità Montana di Bovalino per distribuirvi i tesori delle Sue scienze di cui come Ella dice, usufruiscono anche i Fratelli americani che si sarebbero onorati di averLa come membro onorario della Academy of Sciences di New York, dell’American Heart Association, della Società Italiana i Cardiologia eccetera eccetera...
Ma qualcosa a questo punto mi sfugge… noi si sapeva che Lei è una stella nel firmamento scientifico della Farmacia, Farmaci e Spezie ma non è un astro della cardiologia; piuttosto eccelle nell’alta amministrazione e politica montana stanti i brillanti risultati conseguiti come amministratore prima a Casignana, poi onorario esterno a Ciminà e quindi alla Comunità Montana di Bovalino, tutti Enti che sicuramente L’avranno raccomandata alle Accademie americane pronte a recepire suggerimenti così Fraternamente suggestive.

Punto Terzo
: Per chiarire il dubbio amletico che Ella ha espresso a proposito, della specializzazione di Anastasia, Le posso confermare che la specializzazione è l’estetica della Tigna che illumina la verità.
Anastasia sa di rischiare nel tentativo di scoperchiare sepolcri imbiancati e si appella  alla Costituzione Italiana sul diritto di espressione e sul diritto dovere dell’informazione onesta e corretta e la sottoscritta non va oltre il consentito.
Può piacere o non piacere quello che dice, in genere non piace, perché la verità in certi ambienti è scomoda.
Fa piacere sapere che prestigiose associazioni scientifiche, indigene e straniere, Le abbiano conferito i riconoscimenti onorari di cui ha portato a conoscenza le plebi ignoranti ma ci piacerebbe sapere cosa ne pensano i medici cardiologi che forse avrebbero qualche titolo ad appartenere ad associazioni scientifiche di cardiologia.
Mi spiega che nesso ha Lei, se pur Ordinario di Farmacologia all’Università di Catanzaro, ma sempre un esperto in farmacologia e speziale,  con la cardiologia e le associazioni accademiche di cardiologia ?… O è medico cardiologo specialista? Io non lo so, non ho il piacere di conoscerLa, Lei si presenta come:
"Prof. Vincenzo Mollace Ordinario di Farmacologia Università di Catanzaro". Sicuramente qualche motivo c’è!
Ce lo potrebbe illustrare questo nesso, visto che non è parco di informazioni circa la Sua posizione accademica?

Punto Quarto
: Vorrei sommessamente istruirLa, nel mio piccolo, ricordarLe che Cecè non è un acronimo ( origine dal greco àkros ’sommo, ‘stremo’, nome costituito dalla lettera o dalle lettere iniziali di una o più parole -Vocabolario della lingua italiana Zingarelli), ma è un vezzeggiativo ( forma alterata del nome o dell’aggettivo per esprimere affetto, simpatia, predilezione o benevolenza -vocabolario della lingua italiana Zingarelli) del nome Vincenzo e che a Casignana e dintorni è l’ appellativo che si usa quando si vuole chiamare o indicare un Tizio dal nome Vincenzo. E dunque Cecè o Vincenzino sono vezzeggiativi, come Tigna, non ingiurie, non è come dire cornuto o infame per indicare qualcuno. Non capisco la sua inquietudine nel sentirsi appellato Cecè, semmai questo affettuoso vezzeggiativo L'avrebbe dovuta fare felice!
Inoltre Le vorrei sempre sommessamente insegnare, mi permetta,  che la punteggiatura non è un optional ma una cosa seria e i punti, puntini, punti interrogativi o esclamativi non si usano a iosa, ad libitum per usare latinismi a Lei cari, ma ci sono delle regole precise.  Mi riferisco ai cinque punti esclamativi da lei usati nei miei confronti:" … ha preso un altro strafalcione !!!!! ” Questo da un illustre scienziato quale Lei è non me lo sarei mai aspettato. Oppure Lei è così illuminato da creare una nuova grammatica?

Punto Quinto
: Riguardo a carne di carogna e carne fresca di cui Lei va discettando, avendone evidentemente una grande preparazione accademica, su questa strada non posso seguirLa per il disgusto che suscita quello che ha scritto. Mi sa di necrofilia.

Punto Sesto
: e per ultimo, riporto quanto Lei ha scritto“…In ogni caso, gioverà sapere all'articolista che l'ingente risarcimento danni che chiederò per questa ulteriore calunnia, sarà spesa bene, in quanto devoluta all'Associazione Per la lotta alle Leucemie. Almeno, dopo tanto scempio, tali merdate che provano a farci piovere addosso, serviranno a qualcosa di pulito... " I Suoi interessi per i malati di leucemia ( che per il buon gusto lascerei fuori da questo contesto) evidentemente fino ad oggi non sono stati foraggiati se deve attendere un risarcimento per fare il bel gesto di donazioni. orso bruno 150.jpg

Non venderei la pelle dell’orso prima di averlo scuoiato…

Io non ho calunniato nessuno, non rientra nelle mie modalità di vita.
Ho riportato delle notizie e fatte delle considerazioni. Sarà Lei a dovermi risarcire i danni morali, biologici alla reputazione perché Lei mi sta offendendo parlando di mandanti Killer e quantaltro.
Sarò io a richiederli per quanto ha estrinsecato come accademico del cattivo gusto e il ricavato sarà devoluto agli Enti che Ella ha amministrato per ripagarli dei guasti subiti.

Trasmetto naturalmente le Sue esternazioni a “ Il Dibattito-news” per quanto di sua competenza.

Leggendo il suo commento non ho potuto fare a meno di notare gli innumerevoli errori di trasposizioni, omissioni, aggiunte, di lettere.

Professore per essere Ordinario Lei è abituato a scrivere trattati e relazioni scientifiche in madre lingua e sicuramente anche in un inglese perfetto essendo membro di società scientifiche prestigiose di accademie degli States, sicuramente Lei al momento del componimento del commento a me indirizzato doveva essere molto stanco altrimenti non si possono giustificare tali e tanti errori sicuramente da attribuire allo stress.
Un consiglio: si riposi e studi di meno.

14 giugno 2008                                         Anastasia




"

Persone in questa conversazione

  • riccardo partinico

    Mi chiamo Riccardo Partinico, negli anni 2002-2004 mi sono occupato della pagina sportiva del Dibattito, definito "il giornalaccio".
    Tante volte ho letto articoli poco "formali" sul prof. Vincenzo Mollace e sul fratello, dr. Francesco Mollace ed ho sempre apprezzato la calma e l'impassibilità dei due fratelli che, con cadenza mensile subivano attacchi dal direttore del periodico e da alcuni "professionisti dell'antimafia" che gli fornivano documenti. Mi stupisce, pertanto, questa reazione del prof. Vincenzo Mollace. Credo che una "lite su internet" o una denuncia reciproca per diffamazione, non sia produttiva per nessuno.Fa solo "divertire" i "riggitani".
    Se qualcuno leggerà questo commento lo invito a mantenere la calma. Dicevano gli antichi: "la calma è la virtù dei forti". Cordiali saluti, Riccardo Partinico (Direttore Responsabile del Gazzettino di Reggio)

  • Anastasia

    Grazie Prof Riccardo Partinico per l'invito a mantenere la calma. E' cosa saggia. Ma qui nessuno l'ha persa. Non io. Non è giusto essere definiti sicari, perchè tali si sarebbe, se si fosse agli ordini di un killer che commissiona articoli, come mi è stato scritto. E altro ancora di molto, molto grave. La mia risposta è stata d'obbligo come è stato doveroso pubblicare il commento, offensivo, del Professore Vincenzo Mollace. RadioCivetta avrebbe potuto anche non pubblicarlo ma la sua politica è la trasparenza. Siamo in democrazia. Non voglio entrare in merito ad altro, non è questa la sede e non amo le polemiche da vetrina e sterili. Per me la cosa può finire qui ma non accetto intimidazioni e minacce. Io faccio informazione corretta e non vorrei per questo subire ritorsioni o attentati alla mia persona. Io amo la pace anche se talvolta per ottenerla bisogna fare la guerra. Ma una guerra onesta.

  • mollace vincenzo

    Gentile Anastasia,
    mi informano nuovamente della sua contro-replica alla mia lettera di qualche settimana fa e mi trovo, obtorto collo (aridaje col latinorum), costretto a replicare (per l’ultima volta, giuro).
    Le confesso, in via preliminare, la mia scarsa attitudine all'interlocuzione con chi nasconde la mano dietro l'anonimato di uno pseudonimo, per altro fascinoso. Ho l'abitudine di guardare in faccia chi si interfaccia con me. Capisco, in ogni caso, come sia più comodo e sicuro celarsi dietro un nome d'arte (anche se rimangono le mie perplessità sulla sua specialità artistica, visto che le sue parole non chiariscono il retro-pensiero che ispira il nome d'arte che lei si attribuisce). Tuttavia, dal momento che mi promette ampia soddisfazione di controparte in Tribunale, mi auguro poter avere svelato in quella sede l'arcano della sua identità.
    In ragione di questo, mi vedo costretto ad alcune puntualizzazioni sulla sua replica che, pur se introdotta dall'espressione "gentilmente", trasuda stille di veleno che mal si addicono ad una gentile signora.
    Venendo al tema della presente, non proverà dispiacere se parto dalla coda (non mi fraintenda, parlo della sua replica).
    Ho riletto con attenzione le mie poche righe di replica (non ne avevo copia, in verità) e, francamente, non ho avuto l’impressione che il mio italiano fosse così malvagio. Capisco che lei sia adusa a ben altri virtuosismi lessicali e, del resto, dovevo immaginare di essere incappato in una vera e propria cultrice della lingua. In ogni caso, a parte qualche refuso di battitura, mi tengo il mio italiano frutto di onesti studi classici, preferendolo (non mi quereli per questo) al suo lungo e monotono parafrasare (il mio vecchio maestro di lettere avrebbe segnato con doppio tratto bleu i suoi periodi lunghi sino all'ossessione). Che siano questi i segni di un nevrosi d’ansia mal celata? Del resto, provando un interpretazione psicologica al suo scritto, si evincono tratti caratteriali volti alla bipolarità (misto di depressione ed esaltazione nevrotica associata agli spunti fobici), che spiegano anche la scelta dello pseudonimo. E' noto, infatti, come Anastasija Nikolaevna Romanova, quartogenita dell'ultimo zar Nicola II di Russia e della zarina Aleksandra Fëdorovna, sia stata personaggio circondato da un alone di leggenda per la sua storia affascinante ed anche oggetto di molta filmografia. E' noto, altresì, come la vicenda andò a finire piuttosto male dal momento che non è ancora chiarito quale sorte abbia assistito la triste fanciulla. Capisco la vena aristocratica che, evidentemente, taluno immagina di attribuirsi. Tuttavia, anche nella scelta del personaggio cui immedesimarsi, emergono inquietanti perplessità non essendo stato lo stesso, evidentemente, assistito da buona fortuna.Pare, tra l'altro, che la malasorte degli ultimi Romanoff, più che dalla furia bolscevica, sia stata determinata da una congiura degli amici più stretti dello zar. Si guardi, quindi, da certi suoi amici. Come si dice per l'AIDS, se lo conosci non ti uccide!!!!! (ne uso cinque ad abundantiam).
    Non voglio, in ogni caso, annoiare lo sparuto gruppo dei suoi lettori con una web language competition (aridaje con l'inglese). Non mi pare che ricorrano le condizioni di parità per questa bisogna. L'unica ulteriore precisazione che mi concederà, riguarda il carattere di vezzeggiativo che lei attribuisce all'espressione Cecè. Per vezzeggiativo si intende, in lingua italiana corretta e non in ostrogoto, un alterazione della parola che ne modifica (in senso migliorativo e, frequentemente, peggiorativo) il senso finale della stessa. Ciò si realizza, di norma, attraverso l'aggiunta di un suffisso (etto, uccio, ino, accio ecc.) ovvero attraverso una riduzione dei caratteri della parola (diminutivo, spesso peggiorativo). Non mi sembra che Cecè appartenga a questa categoria. Ribadisco, in ogni caso, come tali espressioni abbreviative siano da annoverare nella categoria degli acronimi. Tra l'altro, il suo greco antico mi pare vada leggermente aggiornato dal momento che acronimo deriva dalla sintesi di acron (estremità) e da onoma (nome), e si utilizza generalmente per indicare un nome (ovvero una parola leggibile) formata con le lettere o le sillabe iniziali o finali di determinate parole. Ciò si può realizzare anche attraverso una ripetizione periodica del termine abbreviato (come è nel caso di Cecè). In ogni caso, sfido la coorte di suoi informatori, a trovare un Cecè a Casignana.
    Sic stantibus rebus, non si infastidisca per i miei eccessi di latinismo, passiamo al resto.
    Mi stupisce, in verità, che i suoi informatori (solitamente più informati di me sulle mie cose al punto da inventarsi anche quello che non esiste), non le abbiano segnalato che io sia un cardiologo. E' vero, infatti, che ho conseguito la specializzazione in Cardiologia col massimo dei voti molto prima che qualche giornalaccio (gestito da noto pregiudicato autorizzato dal Trib. di RC) decidesse di occuparsi stabilmente di me e della mia famiglia. Che io sia cardiologo, infatti, è noto a mezzo mondo, anche e sopratutto ai miei colleghi con cui ho rapporti di seria collaborazione scientifica e formativa. Mi stupisce ancora di più, in verità, che lei (o chi per lei) sia stupita del nesso tra farmacologia e cardiologia. I cardiologi, infatti, curano anche con i farmaci i propri pazienti, anche quelli dal cuore nero come la pece come i miei detrattori.
    Del resto, e chiudiamo la partita, i suoi (rari) lettori possono andare sul sito del National Health Institute di Bethesda (non dell'accademia della Tigna), www.ncbi.nlm.nih.gov/Pubmed, e digitare il mio cognome (senza acronimi o vezzeggiativi). Ad essi compariranno i lavori internazionali pubblicati dal mio gruppo. Potranno da ciò derivare cognizioni sul mio stato curriculare di prima mano e non per interposta persona.
    In merito alle presunte fratellanze dello scrivente, la gentile Anastasia continua ad attribuirmi affratellamenti che non mi sono nè usi nè noti. Del resto, mi pare che l'articolista, forse in ragione di presumibili natali jonico reggini altolocati o di certe amicizie molto strette con soggetti che di ambienti affaristico-mafio-massonico se ne intendono, sembri essere una vera esperta in tale materia. Ne deriva che potrà fornire ragguagli migliori rispetto a quanto possa fare io intorno a certe congreghe, anche se mi pare che la truppa sia fortemente fuori rotta su queste cose.
    In merito poi ai miei presunti meriti amministrativi, non si disturbi nell'attribuirmi meriti non miei. A rovinare la Comunità Montana di Bovalino hanno fortemente contribuito molti dei miei predecessori, sicuramente non estranei all'entourage dell'amabile articolista. Noi semmai abbiamo provato, riuscendovi, a risanare quanto demolito da certe consorterie così care alla mite e gentile Anastasia ed ai suoi strettissimi amici.
    Infine, mi consenta di provare un moto di rimorso per averle evocato sensazioni sgradevoli parlando di carogne ed affini. Capisco che, a furia di frequentare certa gentaccia, le si siano inibiti i centri dell'olfatto, ma penso che un certo olezzo sgradevole dovrebbe emanare più da certe sue frequentazioni che dalle mie parole.
    In ogni caso, mi scuso per il disturbo arrecato alla sua psiche e per i danni biologici prodotti con il mio scritto, ma mi sembrava utile contribuire al forum (per pochi intimi) che si è innescato intorno a questa vicenda. Il resto, sarà materia di atti legali ed a questi rinvio per una serena conclusione della vicenda.
    Prof. Mollace
    P.S. Faccio mie le raccomandazioni che Le vengono fatte da un gentile lettore, che si inserisce con grande saggezza sul tema, in merito all'inutilità di una lite via web. Su una sola cosa dissento dalle sue affermazioni. L'aplomb anglosassone che mi attribuisce, non deriva da una particolare vocazione alla passiva accettazione delle stronzate che una qualsivoglia congrega di accattoni ci può indirizzare. Più semplicemente tale atteggiamento deriva dal fatto che certo pseudo giornalismo, da killer prezzolati, non rientra tra le mie letture preferite. Del resto, ritengo che sia la stessa cosa anche per la quasi totalità dei reggini, i quali sanno cosa fare di certi giornalacci. Dopo l'uso, tirano giu l'acqua del water, e non se ne parli più.

  • mollace vincenzo

    Gentile Anastasia
    Avevo giurato di non rispondere più alle sue provocazioni ma mi trovo costretto, seppur per l'ultima volta, a replicare alla sua ultima farneticazione.
    Preliminarmente, mi informano che l'estensore dell'articolo cui lei fa riferimento, publicato sul noto giornalaccio reggino gestito da pregiudicato autorizzato dal Tribunale di Reggio Calabria, sull'ultimo numero, in uno dei soliti "pezzi pregiati" della sua collezione di merdate, si firma "il pluripregiudicato...."). Vede che, in fondo, le mie non erano falsità al contrario di quelle che lei ha riportato nel suo pezzo originario. Me l'ha confermato un conoscente, lettore a scrocco del noto giornalaccio, prima di tirare l'acqua del water dove il fogliaccio è finito, completando il suo percorso fisiologico.
    In merito alle quote di partecipazione alle Associazioni Internazionali Scientifiche cui sono iscritto, quasi tutte come membro onorario, non so quale sia la sua nozione a riguardo. Le segnalo che si tratta di Istituzioni dove il sottoscritto accede per invito, in modo assolutamente gratuito e non dopo pagamento di una quota associativa. Tutto il contrario dei fogli elettronici e cartacei che lei conosce molto bene. In quelli, si viene pagati dal committente per scrivere merdate e delegittimare la gente per bene.
    Prof. Mollace
    P.S. Non minacci e non si faccia prendere dall'ira. Faccia come il noto e saggio lettore dell'altra volta le ha consigliato. Dice Seneca, nel suo "de ira", "Si vos vincere ira, signa illius obrue..." (se vuoi vincere l'ira, nascondine i segni). Faccia come lui. Avrà modo di scaricare il suo carattere iracondo in Tribunale dove verificheremo la giustezza delle diverse posizioni.

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CUCCHI E NON SOLO: I PREDATORI "LA LEGGE SIAMO NOI!"

Questo è il giornale in stampa J'Accuse... ! la cui raccolta online si trova sul giornale www.jeaccuse.eu E' un numero ormai vecchio sebbene sia stato pubblicato solo 9 giorni fa, il 3 Luglio scorso. Perchè ieri, 11 Luglio 2014, è stato superato da altra impresa predatoria da parte di cucchi e affini. Un nuovo saccheggio in pieno giorno.

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CUCCHI! “ LA LEGGE SIAMO NOI”. I predatori a piede libero con la complicità di amministratori vari - Articolo pubblicato ieri, 11 Luglio 2014, su questo giornale RadioCivetta. La cronaca sull'ultima impresa criminosa dei predoni che irrompono, rompono, saccheggiano la proprietà altrui sotto gli occhi immobili e attoniti (!?) della "Legge" e dei proprietari. Controlli? Boh? Sarebbero d'ordinanza, d'Ufficio. Ma in questo pezzo d'Italia di frontiera vige la pirateria istituzionalizzata

Ormai siamo cucinati a dovere. Pronti per andare a lavorare nelle miniere del continente nero o giallo. L'Italia da bere è ormai appaltata da corruttori e scribacchini...

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