Domenica, Febbraio 05, 2012

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Direttore  Ernesta Adele Marando
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iraq-libro-marizza-150Roma - Mercoledi 3 marzo - Palazzo Firenze Via Firenze 27 - Gruppo Albatros Il Filo
Dall’esperienza sul campo del Generale degli Alpini Giovanni Marizza, nasce un saggio che ci racconta le varie facce dell’Iraq, che da una parte ne rivela di nuove e dall’altra permette di comprendere veramente quelle che sono sotto gli occhi di tutti. In realtà qui abbiamo tre libri in uno: un diario cronologico del periodo 2005-2006, una sorta di vocabolario, che lettera per lettera offre argomenti, e un racconto che non sfugge a un desiderio di narrare creando collegamenti e dando il giusto peso a tutti i dettagli che compongono la complessa realtà dell’Iraq. Si va da argomenti d’interesse prettamente bellico, dagli Alpini alle Regole d’ingaggio, dai Blackhawk alle Weapons of mass destruction, ad altri di rilevanza storica e religiosa, come Abramo, Babilonia o la Palestina. Forte è l’attenzione alla cultura irakena, a Bagdad, alle Mille e una notte, alle Ziggurat, e ai suoi personaggi decisivi, come Al-Zarqawi e lo stesso Saddam Hussein.
Ma non mancano argomenti più leggeri: le Curiosità, le Frasi celebri, gli Insulti. Un’analisi precisa e dettagliata, corredata di appendici sulla storia e il presente dell’Iraq, le fasi del lavoro svolto dai soldati italiani, i discorsi di presidenti e alti dignitari, i comunicati dei fronti di resistenza interna, la costituzione irakena e altro ancora. Commovente e sentita particolarmente è la voce “Nassiria” e ogni pagina che racconta la vita dei militari italiani in una parte del globo tempestata da guerre, ma nella quale è viva la voglia di vivere e sperare, spesso proprio grazie agli italiani, che mostrano di essere non solo buoni soldati, ma soprattutto “soldati buoni”...

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Questa  recenzione è assolutamente diffusa gratuitamente. Come sempre. E' giunta per email al direttore Responsabile di Radiocivetta che ha deciso di pubblicarla sul suo giornale. Una libera iniziativa di Radiocivetta per la diffusione della Cultura. La Redazione
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Intervista a Ernesta Marando: “Calabria, il tricolore non è la nostra bandiera”

marando

Roma Piazza San Lorenzo Lucina 17 Gennaio 2011. Intervista di Alfonso Palumbo a Ernesta Adele Marando per il giornale online www.prismanews.net

"La Verità ci rende liberi"

Questo è il titolo dell'intervista che mi sarebbe piaciuto. Io sono italiana, amo la nostra bandiera, sia chiaro, nonostante il titolo ad effetto che il giornalista ha voluto mettere. Ma il popolo del Sud è bollato come terrone, quando va bene, 'ndraghetista il più delle volte. E da chi? Dagli stessi connazionali, da Roma in su. Ergo, è come se la bandiera tricolore sventolasse solo sul popolo nordico. E allora noi sotto quale bandiera viviamo? Chi è civile e chi incivile? Si parla di solidarietà e il Sud è ghettizzato e militarizzato. All'embargo. Questo è.

Ernesta Adele Marando

Per leggere l'intervista cliccare sulla foto