Domenica, Febbraio 05, 2012

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Direttore  Ernesta Adele Marando
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Il problema è sempre lo stesso. Vecchie leggi, esecuzioni moderne.

bertolasoQuesto in sintesi l’ultimo scandalo sui lavori pubblici. Fino a quando non si riesce a comprendere la necessità di abolire certe ferraginose disposizioni e di sostituirle con altre più agili e moderne, si cadrà negli equivoci e la Magistratura non farà altro che colpire ciecamente.

Che Bertolaso possa aver compiuto illeciti sui lavori della Maddalena è soltanto assurdo. Almeno esaminando i fatti che quotidianamente ci vengono propinati dai telegiornali e dai giornali stessi di varie tendenze.

Non è il tipo né ha la competenza specifica di assegnare appalti di ogni genere.

Certo avrà potuto commettere qualche leggerezza, se così si può chiamare. L’aver scelto per delicati compiti gente non “adatta”.

Ma chi avrebbe dovuto scegliere se non la massima carica dello Stato in fatto di tecnica amministrativa ossia il Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici?

Se poi questo a sua volta  ha composto commissioni con professori di una certa rilevanza tecnica, ma con scarsa competenza amministrativa, inevitabilmente qualcosa non ha proceduto nel senso giusto.

Le accuse che vengono attribuite al Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e ad altri funzionari di aver incassato tangenti per affidare gli appalti a persone di loro conoscenza, non è, fino ad ora, comprovato da inconfutabili prove.

Forse il Pubblico Ministero potrebbe essere in possesso di prove schiaccianti che inchiodano alle loro responsabilità gli imputati  o forse è il solito teorema che si costruisce quando appare qualche ombra.

Però non vorremmo assistere ad un ennesimo processo le cui accuse risultino poi infondate e che dopo circa venti anni venga emessa una sentenza di assoluzione perché il fatto non sussiste.
Altro è invece la capacità gestionale sui lavori pubblici.

Oggi si assiste a fatti inconcepibili allorquando si pongono ai vertici del comando personaggi di scarsa professionalità, con tessere di partito e si tengono in disparte personaggi amministrativi e tecnici. Apolitici e vincitori di concorsi perché danno fastidio al potere politico in quanto troppo rispettosi nell’applicazione delle leggi vigenti.
Ora è stato proposto, con la presentazione di una legge in Parlamento, per snellire il  macchinoso  intervento sui lavori pubblici, con la costituzione di una società per azioni che dovrà gestire la Protezione Civile.
Secondo il mio parere è tremendamente sbagliato!
Da questo  giornale è stata avanzata una ipotesi di proposta, in tempi non sospetti, che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti avrebbe potuto assorbire la Protezione Civile in modo da confluire tutte le competenze in un unico soggetto, con leggi più snelle, abrogando le precedenti.
Si realizzerebbe un consistente risparmio di denaro pubblico.
Forse per questo, inattuabile!
Pasquino, la voce di Roma  15.02.10

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Intervista a Ernesta Marando: “Calabria, il tricolore non è la nostra bandiera”

marando

Roma Piazza San Lorenzo Lucina 17 Gennaio 2011. Intervista di Alfonso Palumbo a Ernesta Adele Marando per il giornale online www.prismanews.net

"La Verità ci rende liberi"

Questo è il titolo dell'intervista che mi sarebbe piaciuto. Io sono italiana, amo la nostra bandiera, sia chiaro, nonostante il titolo ad effetto che il giornalista ha voluto mettere. Ma il popolo del Sud è bollato come terrone, quando va bene, 'ndraghetista il più delle volte. E da chi? Dagli stessi connazionali, da Roma in su. Ergo, è come se la bandiera tricolore sventolasse solo sul popolo nordico. E allora noi sotto quale bandiera viviamo? Chi è civile e chi incivile? Si parla di solidarietà e il Sud è ghettizzato e militarizzato. All'embargo. Questo è.

Ernesta Adele Marando

Per leggere l'intervista cliccare sulla foto