Domenica, Febbraio 05, 2012

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Direttore  Ernesta Adele Marando

athena-logo-piccoloCHI SIAMO OGGI

Giornale online a carattere politico e culturale.

Sono presenti articoli riguardanti il diritto alla salute, alla libertà, alla giustizia, al rispetto dei diritti umani, alla scienza, ai ricordi ed altro. Il portale è nato il 20 gennaio 2007 ed è' senza fini di lucro.Gli articoli sono pubblicati gratuitamente, gli autori non percepiscono alcun compenso monetario, solo la gioia di potere avere la libertà di esprimere il loro pensiero, qualunque esso sia, rispettando solo le norme dell'etica.

Lo spirito che anima questo portale è: la compassione, l'amore per la verità, la giustizia in ogni campo. L'uguaglianza tra i popoli del nord e del sud del mondo. Il giornale pubblica, nel rispetto della libertà di espressione, anche articoli che  divergano dalla linea editoriale, purchè scritti nel rispetto della libertà di  ciascuno espresse dai principi del  Diritto Internazionale e della Costituzione.

 RadioCivetta è nato come semplice portale web di informazione , senza fini di lucro,  il 20 gennaio 2007 ed è diventato un Giornale periodico on line a carattere politico e culturale, il 2 maggio 2008  quando è stato iscritto al n. 177/2008 del Registro di Stampa - Tribunale di Roma. Radio Civetta perché questo nome? Perché la Civetta nella mitologia greca rappresenta la Dea Athena, la Dea Civetta della Sapienza della Morte e della Rigenerazione. La Civetta, l’uccello che vede attraverso il buio della Notte. Metafora chiara per intendere che possiamo vedere quello che in genere viene fatto di nascosto. Nell’oscurità.

Avevo scritto allora “Chi siamo” che ora è diventato “Chi eravamo” quando è nato il portale, ormai quasi cinque anni fa. Ma in questo lustro tante cose sono cambiate. Anche le nostre prospettive. Abbiamo visto purtroppo quanto sia spossante e deprimente e annichilente la nessuna risposta alle nostre domande, alle nostre denuncie da parte delle istituzioni che dovrebbero regolare in Bene e in Diritto le nostre Vite. Abbiamo assistito, in questo breve arco di tempo, con la velocità che ormai contraddistingue il nostro vivere, quanto di sempre antico purtroppo accade. I prepotenti che schiacciano e tentano di annientare i deboli. Storia vecchia. Storia dell’umanità che ha attraversato i secoli. La stessa barbarie adesso con i guanti bianchi, i colletti inamidati e i bottoni per lanciare armi micidiali al posto delle corazze, delle  mazze e spade dei nostri predecessori. Ma la sostanza non è cambiata. Pertanto una vera rivoluzione si può fare impegnandoci a cambiare. Ad essere, ognuno di noi più solidali verso i deboli. Verso tutti quegli esserei viventi, Persone e Animali, che vengono ogni giorno uccisi dall'indifferenza e dall'ipocrisia.

Noi di RadioCivetta crediamo sempre più nella forza delle idee e della cultura. Senza paraocchi. Senza pregiudizi. Ci rendiamo conto della difficoltà della nostra Missione, di essere sopra le parti. O meglio di essere dalla parte dei Giusti.
Il giornalismo è sempre stato, più di quanto possa essere accettabile, al traino di questo o quel potere. Spesso i giornalisti per amore di scoop e soldi con notorietà, tracimano vite umane. Ci camminano sopra con gli scarponi chiodati. Noi cerchiamo di tutelare il rispetto della Dignità, della Libertà, della Giustizia.  Il nostro giornale è no profit. Non riceviamo fondi né facciamo pubblicità a pagamento. Se ci saranno delle proposte ben vengano. Potremmo migliorare il servizio. Ma non sappiamo nemmeno come cercare fondi e pubblicità. Siamo qui. Contattateci. 

Piano piano c’è stato un viraggio dalla mia iniziale linea editoriale. I Popoli dei Paesi del Sud del Mondo, quelli notoriamente poveri e deboli sono sempre da me tenuti in grande considerazione. Prima di essere una giornalista sono un medico. E vengono sempre per quanto possibile denunciati i fatti e misfatti che accadono nel mondo. Per questo tre anni fa ho creato altri due giornali dalla stessa testata J’Accuse… ! uno sempre online iscritto al n. 184/2008 del Registro di Stampa - Tribunale di Roma,  e l’altro in Stampa iscritto al n. 177/2008 del Registro di Stampa - Tribunale di Roma. Un semplice Foglio di quattro facciate impaginato e stampato in proprio a diffusione limitata e gratuita. Sempre no profit. Sempre con i soldi delle mie tasche. Giornali dedicati agli atti d’accusa contro ogni forma di ingiustizia

RadioCivetta ha intrapreso quindi una nuova linea editoriale volta al  Mondo delle Missioni Umanitarie, alla Salute, alla Cultura. Per gli articoli di denuncia sociale ci sarà comunque sempre spazio, perché per questo è nata RadioCivetta. Consapevoli di quanto sia necessario continuare a diffondere le notizie riguardanti le ingiustizie, il non abbassare mai la guardia.

Dal 19 marzo 2009 abbiamo inserito il contatore delle visite su RadioCivetta, contatore attivo pubblicato in basso alla home page, e ad oggi abbiamo avuto quasi 61.000 visitatori. Su J’accuse… ! online il contatore visite è attivo dal settembre 2009 e ad oggi  conta quasi 46.000 visitatori. Non male per giornali nati e cresciuti con la nostra sola voce, mia e di alcuni collaboratori straordinari,  e quella dei commenti dei nostri lettori.

Grazie Roma 25 Ottobre 2011

CHI ERAVAMO NELL'ANNO 2007

RadioCivetta impegnata nella difesa della Terra di Calabria e dei Calabresi, stanca di questa continua martellante campagna mediatica deliberatamente infamante nei confronti dei paesi del sud conosciuti da un'assordante pubblicità puntata solo sulla 'ndragheta e sugli sventurati piccoli uomini, stanca di vedere riflettori il cui obiettivo non riprende mai dove veramente sta il marcio e cioè nelle collusioni tra colletti bianchi, istituzioni e politica, stanca di sentire che al nord le associazioni si chiamano "cooperative" e i soci "industriali" e al sud invece vengono chiamate "associazioni per delinquere"e gli aderenti "associati di stampo mafioso", per questo ha deciso di pubblicare articoli di noti e meno noti scrittori che amano la Calabria e vorrebbero che riacquistasse la dignità e la libertà di Terra di Dio e non dei demoni. Scrittori che analizzano la situazione calabrese, propongono idee e progetti, denunciano il degrado.

RadioCivetta vorrebbe vedere sorgere il sole su questa terra martoriata dagli uomini, vorrebbe che la Calabria ritornasse agli antichi splendori quando Locri e il suo territorio erano centro di civiltà e orgoglio e non umiliati, offesi ed esiliati con il termine sprezzante "la locride".
E intanto, al buio e lontani dalla pubblicità, si consumano indisturbatamente intrighi e malaffari. E chi intriga, poi, dagli alti scranni delle TV e della politica si permette di fare paternali e dare ricette su come reprimere il male unico, la 'ndrangheta. Con spiegamenti di forze militari e repressione con il 41bis, equivalente alla pena di morte. Siamo tornati ai tempi dell'Inquisizione!

Impegnamoci a risalire la china e a cercare la verità con ferma e irriducibile volontà.

Roma 20 Gennaio 2007


ernesta anno 20001rd150-ph





Il Direttore Responsabile Ernesta Adele Marando

 
Commenti
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laura nika  - complimenti   |2008-12-26 19:45:11
Cara Ernesta!
Ti faccio i miei complimenti di questa bella iniziativa che permette di far conoscere non solo il mio paese,ma anche quello che i volontari come te fanno per migliorare il mio
paese.

LAURA
maurizio eura editoriale  - grecia   |2009-01-26 16:12:46
cara,ernesta come vedi,sto visitando, il tuo sito. lo trovo molto interessante,trasparente, e coraggioso,scrivere la verita di questa italia amorfa.è stato un piacere conoscerti ciao maurizio.
Ernesta  - A Maurizio   |2009-01-26 17:08:00
Caro Maurizio,
perchè "grecia"?
grazie per il gentile commento. Sono andata in edicola a cercare " Unità Speciali" ma non l'ho trovato. Riproverò in altre. Se mi scrivi un'email col Tuo indirizzo di posta elettronica potremo colloquiare dei nostri giornali e delle cose, tante, che non vanno. E anche di quelle che vanno.
Ciao
maurizio eura editoriale  - grecia   |2009-01-27 16:01:17
cara Ernesta,mi domandavi perchè grecia,x il semplice motivo di amare quella meravigliosa terra e meta felice delle mie vacanze.x unita speciale, ora non lo trovi piu in edicola, lo troverai a febbraio.quel giorno, in tribunale non ho concluso niente x colpa di un c/c.Immagina la contentezza... Ora ti saluto. Perdonami se ho fatto qualche errore...buona serata. ciao Maurizio
salvatore  - Complimenti da Palermo   |2011-02-14 11:30:49
Carissima Direttrice,
per caso ho trovato il giornale on line e sono molto contento. Spero di continuare a leggere sempre buone notizie dalla mia terra, così come mi piacerebbe comprare il libro sul terremoto del 1907: come fare?
Grazie e sempre migliori fortune
salvatore
Ernesta Adele Marando  - A Salvatore di Palermo   |2011-02-14 14:04:06
Gentile Sig. Salvatore, grazie. Ho un altro giornale online www.jeaccuse.eu Tratta di casi di ingiustizia. Se ha un poco di tempo faccia un giro anche lì.
Per quanto riguarda il libro di mio nonno, Francesco Attilio Marando, "Memorie nei paesi del terremoto" di cui chiede, provvediamo a stamparlo noi. Abbiamo fatto la seconda edizione, terminata. Ora provvederemo a stamparne la terza. C'è in giro una copia "pirata" ma crediamo che non sia giusto comprarla. Non ci è stato chiesto il diritto alla pubblicazione. I diritti d'autore sono nostri. Siamo stati totalmente ignorati. Non vogliamo speculare sullo scritto per noi importantissimo dal punto di vista affettivo. E non solo. Con il ricavato della vendita noi paghiamo la stampa stessa. Le faremo sapere. Ci invii la sua mail o si registri come utente.
Liana Sofia Tumino  - Ferruzzano   |2011-02-17 03:23:10
Gentile Sig. Marando, Io sono dal Canada e comunque non scrivo molto bene in Italiano pero volevo chiedere se ce un modo di vedere il documentario su Ferruzzano della programma "Radici" Grazie.
Cordiale Saluti, Liana
n.b. Se ti interessa ho fatto una piccola filmato su Ferruzzano durante una visita 2 anni fa. Si vede sul mio sito http://lianasofia.com/#

www.lianasofia.com
Ernesta Adele Marando  - A Liana Sofia   |2011-02-17 07:59:42
Gentile Signora Liana Sofia, innanzi tutto la ringraziamo per la sua attenzione e perchè legge RadioCivetta. Lei è del Canada ma il suo nome è italiano. E sapere che abbiamo degli utenti in Canada, USA Australia, ma anche in Sud America, Cina, Corea, Africa, il resto d'Europa, il mondo insomma, ci riempie di gioia. Lei mi chiede di "Radici" e come può vedere il documentario su Ferruzzano di cui ho scritto nel mio articolo della scorsa settimana.
La serie "Radici" che non conoscevo perchè l'emittente televisiva calabrese Telemia, diffonde sulla costa ionica della Calabria. Io vivo a Roma. Sono stata contattata Pino Carella dalla redazione di Telemia per dare il consenso alla lettura di alcune pagine del libro di Francesco Attilio Marando, mio nonno, pubblicato su RadioCivetta. Libro che si può leggere tutto senza senza pagare nulla in onore a mio nonno, uomo generoso e altrista. Un benefattore. Libro però che non si può pubblicare senza il nostro consenso. Diritti risrvati. Il consenso alla lettura dei alcune pagine nel documentario l'ho dato con piacere. Perchè è documento unico scritto quasi a caldo dalla tragedia da un ferruzzanese che aveva perso gli affetti più cari. La madre, la nonna. La famigli tutta quasi. E così ho scoperto "Radici" e Pino Carella. L'autore del programma che, con le riprese magistrali del suo giovane figlio, ha creato un'opera d'arte. Io l'ho vista da Roma sul computer.
Dopo questa lunga premnessa, necessaria, vengo alla sua domanda:come vedere il documentario Radici su Ferruzzano. Se si può. SI POTRA'. E non solo il documentario che mi ha chiesto ma anche i precedenti e i futuri. Che sono sempre centrati sulla riscoperta di borghi antichi della costa calabrese e dell'entroterra. Paesi che hanno un'antica storia. Abbiamo iniziato una collaborazione volontaria e gratuita con Telemia e l'Autore Pino Carella.
In questo fine settimana, dovremmo installare sul mio giornale una finestra VIDEO con tante sezioni dedicate a vari argomenti. Una finestra sarà dedicata a Telemia, ai suoi documentari che si troveranno in un indice e forse anche una sezione dedicata alle news Regione Calabria. Questo per dare il modo a tutti gli abitanti del mondo di vedere i documentari della serie "Radici" che hanno suscitato un interesse straordinario.
Per vederli basterà accendere il computer collegarsi ad internet, avere installato il prgramma Adobe Flash Player, venire su radiocivetta in Home page cliccare su video e seguire i vari step. Spero di essere stata chiara.
INTANTO STASERA, COME OGNI GIOVEDI SERA ALLE ORE 21,30 minuto più o minuto meno perchè il docomentario va in streaming, si proietterà in replica un documentario su AFRICO VECCHIO. Sempre Radici. Sempre Pino Carella che visita e racconta, con il suo modo diretto pacato e rispettoso.
Cara signora la saluto e se vorrà altre spiegazioni o fare domande la prego di inviarmi una mail a info@radiocivetta.eu perchè questo spazio è dedicato a brevi commenti. Buona giornata. Da noi è già giorno.
paolo  - Il tempo è fugace, i sentimenti nò!   |2012-01-25 22:08:55
Ti ho conosciuTa da lontano, spaziando nel web alla ricerca di ulteriori notizie sul "J'accuse" di Zolà sul caso "Dreyfus" ed altre notizie sui personaggi del film storico di Kubric "Orizzonti di Gloria", eppure ti ero vicina nel Centro della Locrìde che tanto rimpiango e che mi è rimasta nel cuore in virtù dei sentimenti che in questa Terra nascono, vivono e rimangono nei cuori esuli!
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Intervista a Ernesta Marando: “Calabria, il tricolore non è la nostra bandiera”

marando

Roma Piazza San Lorenzo Lucina 17 Gennaio 2011. Intervista di Alfonso Palumbo a Ernesta Adele Marando per il giornale online www.prismanews.net

"La Verità ci rende liberi"

Questo è il titolo dell'intervista che mi sarebbe piaciuto. Io sono italiana, amo la nostra bandiera, sia chiaro, nonostante il titolo ad effetto che il giornalista ha voluto mettere. Ma il popolo del Sud è bollato come terrone, quando va bene, 'ndraghetista il più delle volte. E da chi? Dagli stessi connazionali, da Roma in su. Ergo, è come se la bandiera tricolore sventolasse solo sul popolo nordico. E allora noi sotto quale bandiera viviamo? Chi è civile e chi incivile? Si parla di solidarietà e il Sud è ghettizzato e militarizzato. All'embargo. Questo è.

Ernesta Adele Marando

Per leggere l'intervista cliccare sulla foto