Martedì 09 Settembre 2008 14:13
Scritto da La redazione
Non siamo atterrati in Paradiso, bruciati vivi dall'incendio che ha devastato Rogliano e dintorni. Ma poco c'è mancato. Siamo giunti, dopo un amaro pellegrinaggio, sull'autostrada degli orrori, la A3 Salerno-Reggio Calabria, in un bellissimo territorio presilano, all'agriturismo "Villa Paradiso". Non tutto il male vierne per nuocere... Cerchiamo così di calmare l'ira per tutte le cose storte che succedono in questo sventurato Paese.
Reggio Calabria -Roma. Autostrada A3. Un inferno. Dopo una corsa ad ostacoli per tutto il tragitto Rosarno-Lametia Terme ci troviamo finalmente nei pressi di Rogliano-Cosenza. Una densa nube di fumo in lontananza ci inquieta. Proseguiamo. Gli autoveicoli continuano a giungere dal Sud. Un imbottigliamento pazzesco. C'è in atto un incendio devastante.
Ci avviciniamo con gli autoveicoli. Riusciamo anche a vedere le lingue di fuoco a poche centinaia di metri da noi. Lingue di fuoco che sovrastano l'autostrada. Sopra di noi volteggiano nel cielo alcuni Canadair che lanciano acqua. Che è come buttarla nel deserto. Le autostrade a salire e sa cendere e le gallerie vengono inondate da schiuma che dovrà poi essere lavata. Sotto un sole rovente e a circa 40 gradi attendiamo. Sono le tredici circa di giovedi 4 settembre 2008. Passano le ore. Nulla. Finalmente si sblocca qualcosa. Ci fanno deviare in una stradina laterale dopo il tunnel che a poche decine di metri si trova.
Usciamo dal tunnel e voltiamo subito a sinistra a salire sull'autosdrada del fuoco e della vergogna e imbocchiamo una stradina provinciale, forse, girovaghiamo in cerca di una strada alternativa per poi riprendere più a nord, dopo Cosenza, l'autostrada. Sono ormai quasi le sedici. Ci avviamo verso la Sila. Uno spettacolo maestoso pian piano si snoda davanti ai nostri occhi. Alberi altissimi, baite di montagna, viottoli. Abbiamo fame e sete. Non avevamo con noi in macchina nulla. E dalle 10 eravamo partiti pensando poi di fermarci in un autogrill per ristorarci. Ma il "destino" ha voluto che fossimo fermati da fuoco. Ad un certo punto un miraggio: salendo da un piccolo tornante sulla nostra sinistra una baita, uno spiazzo un recinto e un cartello: Villa Paradiso. Ecco il cartello miniaturizzato in un bigliettino da visita: 
Entriamo speranzosi ma anche timorosi. Visto l'orario, le quattro passate, non ci avrebbero fatto mangiare. Invece no! Troviamo una giovane coppia che ci accoglie con grazia e professionalità. Siamo ospitati con gentilezza. C'è il vino e gli antipasti della casa: salame calabrese, funghi, olive, formaggio, ricotta, insalata di pomidoro. Ordiniamo bistecche arrosto. Arrivano. Non sono fiorentine, magari più fettine che bistecche, ma tenere e saporite. Prezzo ottimo. A Roma ci compri due pizze e una birra. L'ambiente è semplice e molto pulito. L'aria frizzatina e
il camino acceso! E faceva piacere. Avevamo lasciato una costa rovente e un'autostrada infuocata e abbiamo trovato un paradiso per ristorarci.
Abbiamo così deciso, all'uscita dall'agriturismo, di aprire una nuova finestra nel nostro giornale che abbiamo chiamato "Ospitalità e Ristoro" proprio per condividere con voi lettori i posti che noi della redazione troviamo interessanti.
E quale migliore inizio se non con "Villa Paradiso"? Un nome un presagio. Speriamo.