Martedì 16 Novembre 2010 14:58
Scritto da Gloria Sapio e Maurizio Repetto


Siamo tra le colline della Valle dell’Aniene, il verde ci circonda da ogni parte mentre una bruma grigia e umida si alza disperdendosi nell’atmosfera. Compare la corona dei monti e in cima ad essa qua e là sparsi, nascenti dalla roccia, i piccoli paesi grigi, propaggini di quelle colline, innesti dell’uomo sulla natura. “Innesti”, tutto qui è un innesto, innesti sono le lampade nuove sui vecchi lampioni, innesti sono le tubature che coprono gli scoli. La fontana di Arturo Martini si innesta sulla piazza, che a sua volta era un’aia e poi un mercato, innesti sono gli arredi moderni nelle case di pietra, le frasi dei ragazzi sulle espressioni dei vecchi, gli studi dei pittori edificati tra le altane.

Innesti sono i lavoratori rumeni, il farmacista napoletano ora in pensione ma che torna ogni estate con la moglie beneventana, già medico condotto, la mecenate facoltosa innamorata del luogo. Sono le famiglie andate a innestarsi in Germania ma che in estate tornano a innestarsi nuovamente sul paesaggio cittadino, sono i biondi di origine svedese, l’artista apolide, poliglotta e poliforme. Innesto è il liscio sul salterello, quando gli anziani lo ballano e i bambini lo saltano e noi guardiamo.
Una giornata di festa, una festa che è un rito, un rito collettivo la cui natura si è persa nel tempo, confusa dalle mille sollecitazioni di mille nuove abitudini, arrivano tutti nella piazza e tutti vi trovano posto. Ma il paese si difende, all’interno del suo micro/macro cosmo ingloba, mangia, a volte sputa e tra le sagne e l’alligalli rispuntano maschere antiche, campanacci e corna e bambocci di carta che vengono bruciati sotto un cielo fatto di festoni e luci.
Innesti nasce dal lavoro collettivo di due laboratori (elaborazione drammaturgica e tecnica teatrale) svolti all’interno del progetto ESTensione/innESTi 2010, realizzato grazie al contributo dell’Assessorato alle Politiche Culturali della Provincia di Roma e dell’Assessorato alla Cultura, Arte e Sport della Regione Lazio in collaborazione con l’Associazione Teatrale fra i Comuni del Lazio (A.T.C.L.) , l’Unione dei Comuni del Medaniene e l’Associazione Settimo Cielo.
Il testo e la regia sono di Gloria Sapio e Maurizio Repetto, le musiche elaborate da Silvestro Pontani.
Se cliccate sull'immagine del palcoscenico, in apertura dell'articolo a sinistra, si apre il sito web delle associazioni culturali www.settimocielo.info
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