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RadioCivetta pubblica integralmente gli Atti Parlamentari  - 8666- seduta del 5 maggio 2003 -Camera dei Deputati XIV Legislatura. 
di seguito esposti.

Oggetto. Chiarimenti sulla "Limpida" Condotta "dell'integerrimo" PM Dr. Francesco Mollace che, come uno sceriffo e un pioniere del mitico Far West, interpetra e " fa eseguire" la Legge.


Atti Parlamentari — 8666 — Camera dei Deputati XIV LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MAGGIO 2003

ANGELA NAPOLI. — Al Ministro dell’interno, al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:
da notizie giornalistiche e dalla richiesta di archiviazione disposta, in data 24 aprile 2001, dal Pubblico Ministero presso il Tribunale di Catania, e` emerso che il dottor Francesco Mollace, sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria, componente della locale D.D.A., e` stato iscritto, nel 1998, presso la Procura Distrettuale Antimafia di Catania quale indagato per abuso d’ufficio per aver agito, sin dal 1994, nella sua qualita` di P.M., favorendo l’associazione mafiosa di Messina, riconducibile a Sparacio Luigi;

le contestazioni riguardavano due specifici fatti: l’avere il dottor Mollace restituito al pentito Sparacio titoli di credito per ben 200 milioni di ex lire, nonostante fosse stata raggiunta la prova che i sequestrati titoli fossero provento di usura continuata (fatto avvenuto nel 1994); nonche´ di avere redatto la richiesta di misure urgenti di protezione in favore della suocera di Sparacio, partecipe all’associazione mafiosa messinese, senza che ricorressero le condizioni previste dallenorme che regolano l’applicazione dello speciale programma di protezione (fatto avvenuto nel 1996);

in data 4 luglio 2001, il GIP di Catania ha accolto la proposta di archiviazione, formulata dal P.M. locale nell’aprile dello stesso anno, in quanto le citate iniziative erano state assunte in concerto con altro procuratore aggiunto dottor Boemi, su dichiarazione di quest’ultimo rese nel giugno del 2000 ed in contrasto con le precedenti dichiarazioni rilasciate dallo stesso nel gennaio del 1998 e, pertanto, pur dichiarando discutibile la restituzione dei titoli cartolari menzionati, non si era raggiunta la prova dell’elemento soggettivo necessario alla sussistenza del reato;

tuttavia gli atti raccolti dalla Procura di Catania, relativi alla posizione del dottor Mollace, non risulta siano mai stati trasmessi ai competenti organi disciplinari centrali; la Suprema Corte di Cassazione pronunciandosi nel 2001 sulle posizioni degli altri magistrati messinesi, dottor Giovanni Lembo e dottor Marcello Mondello, arrestati nel marzo del 2000 per concorso esterno in associazione mafiosa, affermava che vi era stretto collegamento con la posizione del dottor Mollace, con eventuale possibile riapertura del procedimento a suo carico presso l’autorita` giudiziaria catanese, per effetto di possibili risultanze ed evoluzioni dibattimentali;

piu` fonti giornalistiche (vedi il mensile Il Dibattito e Gazzetta del Sud), occupandosi del dibattimento a carico dei citati dottor Lembo e dottor Mollace, correi del boss Michelangelo Alfano e del pentito Luigi Sparacio, hanno sollevato il velo sulle discutibili modalita` di gestione dei collaboratori di giustizia nei distretti giudiziari di Reggio Calabria e Messina; tutto cio` emerge sulla scorta delle deposizioni di testi qualificati, quali funzionari della Polizia di Stato e del coraggioso avvocato Colonna; 

lo stesso direttore responsabile del mensile il Dibattito sta temendo per la propria incolumita` fisica ed ha subı`to

Atti Parlamentari — 8666 — Camera dei Deputati XIV LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MAGGIO 2003

numerosi attentati, a causa della pubblicazione sul suo giornale di coraggiose e documentate denunzie; gia` in data 27 marzo 2003, l’interrogante ha presentato un atto ispettivo nel quale e` denunciato il problema della reciprocita` d’indagine sul comportamento dei magistrati appartenenti alle Procure di Messina, Reggio Calabria e Catania, che lascia immaginare – anche sulla base di una serie di fatti evidenziati – una situazione di stasi nelle indagini tra magistrati e fa apparire una limitazione d’autonomia, d’indipendenza e d’immagine della magistratura stessa;

dalla deposizione del pentito Giovanni Vitale del gennaio 2003 (riportata da Il Dibattito) e` emerso che lo Sparacio avrebbe concordato, nei primi mesi del 1995,
un incontro tra il dottor Mollace e il mafioso Vitale, per ottenere la sospensione di un ordine di carcerazione per lo stesso Vitale e che detto incontro, con conseguente sospensione dell’ordine di carcerazione, in effetti ebbe luogo ed avvenne nei termini concordati; da altre deposizioni dei collaboranti Zoccoli e Salvatore Giorgianni, tutte riportate dal mensile Il Dibattito,

e` possibile rilevare altri comportamenti « anomali » del dottor Mollace; dalla deposizione di Giuseppe Chiofalo, resa nel 2000 ai Pubblici Ministeri di Catania, e` emerso che il dottor Mollace, in modo « strumentale », disponeva del mezzo dell’interrogatorio del collaborante per ottenere notizie sul contenuto di interrogatori resi dal pentito ad altri magistrati del P.M., nonche´ a condizionare il corretto svolgimento delle indagini che lo riguardavano direttamente o indagini che coinvolgevano altri magistrati suoi amici;

a prescindere dall’esito o dal merito dell’accertamento giudiziario di cui si sta occupando l’autorita` giudiziaria catanese, che, verosimilmente, andra` coordinato con le dichiarazioni rese in sede dibattimentale dall’avvocato Colonna nel mese di novembre 2002 e da numerosi altri collaboratori di giustizia circa l’attivita` posta in essere dal dottor Mollace in favore dell’associazione messinese del gruppo Sparacio, emerge il modo « anomalo » del dottor Mollace nel gestire i collaboratori di giustizia;

da ultimo, sempre il mensile Il Dibattito, ha pubblicato, nel marzo del 2003, un’intervista all’avvocato Colonna, il quale ha ribadito di essere a disposizione degli organi giudiziari, disciplinari o paradisciplinari, onde riferire i fatti ed i comportamenti a sua conoscenza riguardo l’attivita` del dottor Mollace;

il dottor Francesco Mollace, attualmente, non adeguandosi il suo Ufficio alle prescrizioni normative in materia disciplinante le Direzioni Distrettuali Antimafia, che prevede la durata massima di anni otto quale Magistrato assegnatario di fascicoli alla D.D.A., non esercitando i capi di quell’Ufficio al meglio e con rigore i poteri di controllo e coordinamento che la legge loro affida, continua a gestire, nel distretto giudiziario reggino, collaboratori di giustizia, da ultimo tale Ianno` , le cui dichiarazioni sono state recentemente pubblicate dalla stampa regionale calabrese e dal mensile Il Dibattito –:

se non intenda, al fine di salvaguardare l’immagine dell’azione della Magistratura reggina, avviare un’adeguata indagine ispettiva nei confronti della D.D.A. reggina ed, in particolare, del dottor Francesco Mollace, in relazione a quanto sopra indicato; quali urgenti iniziative il Ministro dell’interno intenda assumere al fine di tutelare l’incolumita` fisica del dottor Francesco Gangemi, direttore de Il Dibattito;

se non intenda accertare le modalita` di assegnazione sulla scorta delle quali al dottor Francesco Mollace, Magistrato assegnato alla D.D.A. del distretto reggino dal 1993e nonostante abbia completato i due quadrienni di copertura presso laD.D.A. reggina, sia consentito, a tutt’oggi, gestire collaboranti di giustizia nuovi ed essere cosı` assegnato a procedimenti di competenza funzionale della D.D.A. (4-06195)

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