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“I viaggi della speranza” al Nord. In Calabria la Sanità è MORTA! 

Mimì amatissimo, siamo annientati dal dolore. Non dovevi andartene stamattina. Non ci dovevi lasciare soli. Sei stato un grande meraviglioso uomo, padre, marito, fratello, amico. Di te ricordiamo i tuoi occhi buoni, il tuo sorriso dolcissimo, la tua dedizione totale al lavoro e alla famiglia. La tua signorilitá. Ricordiamo la tua modestia. Sei stato un grande medico che ha aiutato sempre tutti con abnegazione e amore.

E spesso gratuitamente perché tanta gente non poteva pagare e tu con la tua immensa bontà sei andato sempre incontro ai più deboli. La tua politica non era la poltrona o il palco per l'arricchimento e la vanagloria  che da queste pratiche di chiacchiere  provengono, ma il tuo lavoro silenzioso e importante nel tuo ambulatorio medico anche convenzionato col sistema sanitario nazionale.

Hai dato tanto lavoro ai tuoi collaboratori che ti adoravano. I tuoi pazienti ti aspettavano con rispetto e speranza.  Il tuo lavoro sottopagato dallo Stato. Spesso non eri nemmeno pagato per tante cose tu facevi. Ritardi dalla Regione Calabria nei dovuti pagamenti, spese anticipate da te, di mesi e anni  per percepire quanto ti spettava. I dirigenti delle istituzioni si sono arricchiti alle spalle dei medici come te, strozzati e offesi. Non hanno mai onorato il loro mandato. Non hanno onorato nessuno. Nemmeno se stessi. Disinteressandosi di professionisti che con il loro delicato lavoro salvano vite umane. Attenti alle loro carriere sporche di crimini. Non pagare il dovuto è crimine. Disinteressarsi della vita degli altri è un crimine specie quando si ha un mandato per questo. La tua politica era il lavoro onesto e silenzioso. Anche queste preoccupazioni e queste prepotenze ti hanno tolto la voglia di vivere. Non hai mai denunciato queste ingiustizie, eri un uomo di pace. 

In Calabria la Sanità è allo sbando. Bisogna affrontare i "viaggi della speranza" al Nord d'Italia per essere curati e questo è un crimine. Ospedali fatiscenti al Sud. Dimenticati, come la nostra gente che non riesce a curarsi, troppe difficoltà, troppi pensieri per pensare a se stessi e chi come te non metteva al primo posto se stesso ma gli altri, è morto prima del suo tempo. Perchè anche se stava male non aveva tempo per vedere cosa stesse accadendo al proprio corpo e alla propria anima.

Troppi i carichi sul tuo animo buono. Non c'era tempo per te. Non te ne curavi. Eri lontano anni luce da questo mondo popolato da narcisisti che hanno come dio la ricchezza ad ogni costo, il potere sopra ogni affetto e valore umano, la bellezza esterna.

mimi sul suo mare

Quando la tristezza ti opprimeva andavi al tuo adorato mare con la tua barchetta a pescare e a pensare in solitudine. Per alleggerire la tua anima sofferente per ferite a noi sconosciute. Questo nostro mare jonio che ha visto tante tristezze, tanti lutti. Tante lacrime annegate tra le sue onde.

Avevi tre giovani figli ancora bisognosi di te. La tua partenza ci lascia nel dolore più buio. Tua madre, i tuoi figli, tua moglie Bianca, che ti è stata sempre accanto fino  all'ultimo respiro con Ciccio tuo amatissimo Fratello, noi tutti avevamo bisogno di te. Sei andato forse in un mondo più giusto dove regna la pace. La pace sia con te, anima nostra. Consolaci perchè siamo inconsolabili.


Ernesta tua cugina con l'amore di una sorella come nella vita sono stata

mimi ed ernesta festa di laurea 1967


lutto

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