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Il Cimitero di Ferruzzano abbandonato e al buio. Nessun rispetto per i nostri Morti. Denuncia pubblica.

candelemimi marando posterMimì, non era tempo che tu andassi via da noi per sempre. Non abbiamo più lacrime. Il sole si è spento. Ci consola sognare che Tu sia in un mondo migliore dove regna la pace che tu amavi tanto. Prega per noi. Ti ameremo sempre.

Due sere fa, il 31 ottobre, quando sotto un cielo che piangeva abbiamo accompagnato nel suo ultimo viaggio il nostro Mimì, siamo arrivati in una landa deserta e desolata. Un recinto sconnesso che racchiudeva i nostri morti. Un posto buio. Lugubre. Circondato da querceti. Un mondo surreale attraversato da una nebbia fitta sotto una pioggia incessante.

Una stradina sconnessa e pericolosa ci portava in un piccolissimo spiazzo davanti al cancello di un cimitero abbandonato. Al buio. Non una lampada accesa. La macchina mortuaria si è infilata in un vialetto che portava alla cappella dove Mimì riposerà in pace accanto a suo padre, ai suoi nonni, alle sue zie. Il buio - era talmente nero, erano solo le sette della sera ma la pioggia che cadeva violenta rendeva ancora tutto più invisibile - è stato illuminato dai fari del carro funebre. Per mettere Mimi nel suo ormai letto per sempre si sono orientati i fari della macchina mortuaria.

Noi sgomenti, piangenti, in pericolo. Perché i viottoli erano pieni di buche e di acqua. Per ritornare alle macchine siamo risaliti per una stradina sconnessa, ripida e scivolosa. Non c’era spazio sul misero piazzale antistante il cancello di questo luogo che dovrebbe essere di culto e di onori. Un cancello che non c’è. Divelto non si sa da quanto tempo. Il cimitero pascolato da capre e pecore che si nutrono delle piante e dei fiori deposti davanti le tombe. Cimitero profanato com'è profanato il Cimitero vecchio di "Mastro Nicola", vicino al bosco dietro al paese antico dove le ossa dei nostri vecchi morti sono sparse tra i prati senza sepoltura perche le frane nel tempo hanno portato via il cimitero e aperto le tombe. Ed è stato costruito questo "nuovo" alle "Chiusette". E anche questo dimenticato. Nessuna cura verso i defunti. Vale lo sfavillìo dei soldi e del potere.

Un piazzale scosceso e franato. Per questo le auto sono state lasciate lontano, sulla strada provinciale anch'essa pericolosa per lunghi tratti. Noi vorremmo andare a trovare i nostri morti, abbandonati in un querceto fuori da ogni via, lontano da dove i vivi vivono comunque una vita desolata. Come in tutti i paesi civili vorremmo avere il Cimitero vicino dove le vecchie madri possano andare a trovare i figli morti prima di loro. Una cosa terribile e devastante. 

Basta andare a Siderno Superiore, a Canolo vecchio, per vedere quanta cura e quanto amore le amministrazioni comunali hanno per i loro morti. Non Cimiteri ma Giardini. E in sicurezza. Piccoli esempi a caso. E non parlo di paesi alla marina, ma paesi "vecchi". In collina. Come Ferruzzano Superiore. L’amministrazione comunale di Ferruzzano prima di pensare alle biblioteche itineranti al mare e ad altre amenità dovrebbe rispettare per prima cosa i Morti. i Suoi Morti. I Suoi Figli. Ma questo pare sia il suo ultimo pensiero. Abbiamo un Cimitero franato ma è importante presentare al mondo le processioni al “Borgo antico e moderno”. In migliaia sono intervenuti in chiesa, e fuori per strada sotto ombrelli per ripararsi dalla pioggia furiosa. Il cielo si è rivoltato. Ha mandato giù tutte le sue lacrime durante i funerali. Non pioveva da moltissimi mesi. Ho visto tanti volti dolenti. In particolare vorrei ringraziare mio cugino Francesco Antonio Romeo, figlio di mio zio Giannino, è stato mio compagno di scuola al liceo. Cugino anche di Mimì. Era tanto tempo che non lo vedevo. E' un tipo schivo e vederlo sfilare tra noi mi ha emozionato. Grazie Cicciantonio.  

Ancora una cosa mi rimane sulla mia anima ferita. Riporto quanti cittadini mi hanno telefonato sdegnati. La popolazione era indignata con i rappresentanti dei Comuni dove Mimì è nato, è vissuto, ha lavorato. Con i sindaci di Ferruzzano, Brancaleone, Bianco. Paesi limitrofi. I sindaci presenti ai funerali ma muti. Nessuna parola di commemorazione a questo Cittadino che appena specializzatosi all'Università “ la Sapienza” di Roma ha aperto lo studio dentistico a Bianco e Brancaleone. Di Ferruzzano molti erano i suoi pazienti. A Ferruzzano vive la sua affranta madre, il fratello, i suoi zii, i suoi cugini che lo amavano tanto. I suoi compagni d'infanzia e di pesca. Un medico che ha reso onore e lustro ai Paesi dove svolgeva la Sua Missione. Spesso gratuitamente. Lo voglio sottolineare.

Questi “Rappresentanti dello Stato” sanno rappresentare forse solo chi “ è di rispetto” chi gli torna utile. Non basta ordinare un manifesto mortuario. Questo è pubblicità politica. Inoltre anche gratis, con i soldi dello Stato. Non è stato certo pagato con i soldi di tasca propria. Le parole non costavano nulla ma onoravano Mimì. Ma Mimì non era un servo dei politici. Non ha mai chiesto nulla a questa gente. Ha solo dato. Ci ha dato una lezione immensa di dignità. E il popolo lo ha onorato. Il popolo semplice e buono che lo amava. Anche gli zingari, il Popolo Rom, lo hanno pianto e gli hanno portato il loro tributo con un mazzo di fiori in chiesa. Mimì li ha curati senza chiedere nulla e loro lo hanno onorato. Queste persone semplici sono care a Dio. Parola di popolo, parola di Dio.

POST. Ore 18.00 - Sono appena rientrata dal Cimitero e nonostante il mio animo dolente ho scattato alcune immagini del posto per documentare quanto ho sopra scritto. Mi è stato inviato un commento che ha che troverete in fondo all’articolo. Commento di un certo Peppo che ha suscitato la mia risposta. Qui le immagini scattate col miocellulare. Eccole

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 Se cliccate sulle foto queste di ingrandiranno.

 

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