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DSC 4673- il creatoCaro Pepè, con le lacrime agli occhi cerco di superare il grande dolore che mi avvolge dal momento che ho saputo, poche ore fa, che non sei più qui su questa terra. Hai fatto parte della mia infanzie e della mia giovinezza. Eri il cugino grande, sempre sorridente e disponibile con tutti.  Ma in fondo ai Tuoi  occhi scorgevo un velo di malinconia… . La Tua vita non è stata facile. Ma l'hai vissuta con coraggio e grande dignità, sempre. 
Per la Tua umiltà, bontà, intelligenza, onestà e lealtà, sei sempre stato amato e stimato da chi Ti conosceva. Amavi il ritmo, la musica, il ballo, unico svago che Ti concedevi ogni tanto d’estate in un mondo semplice che Tu amavi. Come amavi il Tuo lavoro. La Tua Famiglia. La Tua amatissima moglie Vittoria, i tuoi figli e i loro consorti, le Tue nipoti. Le Tue sorelle e i Tuoi fratelli. E loro ricambiavano il Tuo amore con una dedizione immensa. Come amavi  gli amici, chi aveva bisogno. Hai sempre cercato di aiutare gli altri per quello che potevi, senza fanfare, in silenzio. Sempre ospitale, generoso.

Come non ricordare con malinconia, perchè non torneranno più, i tanti giorni, mesi, anni  passati insieme una vita fa. E ogni volta che ci vedevamo, l'ultima in settembre scorso, l'affetto e la stima di sempre. Certi legami sono come l'oro. Brillano sempre. Niente li fa arrugginire. Niente! Ricorderò sempre i Tuoi occhi che parlavano.

E arriva il momento che si deve andare. La vita e la morte sono intrecciate. E non siamo mai pronti ad abbracciare la Croce dell'abbandono. Da cristiana voglio credere che un giorno ci incontreremo, che questo su questa terra sia solo un passaggio. Tu sei andato via prima e ci accoglierai quando arriverà il nostro momento.
Quando muore una persona a noi cara una parte di noi muore con Lei. Si porta via quei  ricordi condivisi che non si potranno condividere più con nessuno. Prepotenti ritornano i legami... Possiamo non vederci per anni, la vita a volte ci porta lontano, ma nel momento estremo siamo qui uniti e abbattuti dal dolore. Perché quando muore una persona come Te si inchinano gli animi di tutti, caro Pepè.

Una persona che a testa alta ha attraversato la vita. Una vita laboriosa, una vita faticosa, una vita ricca d’amore ma anche di amare delusioni. E' il destino di tutti. Ma onorarla, la vita, nella sofferenza, come hai fatto Tu significa avere abbracciato la Croce. E’ questo da il significato vero alla vita. E la Tua vita ha avuto un grande significato. Lo ha e lo avrà nel ricordo di chi è rimasto, di chi Ti amerà sempre al di là della vita.
Io oggi non sapevo del gravissimo lutto che aveva colpito la mia famiglia, perché Tu Pepè, eri il figlio di Zia Elisa, la sorella di mio padre. Vivo lontano e nei momenti in cui Tu stavi per andare via da questo mondo terreno io scattavo delle foto. Un mio hobby, quasi una professione. Il mio cellulare lo tenevo spento. Mi ero volutamente isolare dal mondo per trovare un poco di quiete guardando le acque calme del lago e i fiori. E gli alberi. E la  foto che ho messo qui, all'inizio di questa mia lettera per Te, l'ho scattata esattamente alle ore 15 e 25 di oggi pomeriggio… L'ho scelta perchè ha i colori dell'immenso. Dell'azzurro dell'acqua e del cielo e il bagliore della luce. Dei fiori, che sono le parole di Dio. Te la voglio dedicare.

Scrivere ora di Te, in queste ore ammantate di nero, mi allevia il dolore. E’ per me come parlarTi, mi sembra che Tu mi stia ad ascoltare ed allenta la nostalgia e la sofferenza. Per me scrivere è ricordarTi per sempre. Fare sapere al mondo, a chi non Ti conosceva, che Persona eri. Una Persona bellissima!

Roma/Ferruzzano 15 Marzo 2014                                                                            Tua cugina Ernesta da Roma