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  TRA LE ANTICHE CASE DEGRADATE DELLA MAGNA GRECIA

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Caterina Iiriti è una ragazza di Bova Marina (R.C), storico paesino della costa jonica che nel suo entroterra racchiude l’antica “Chòra tu Vùa” patria dell’antica Magna Grecia. Caterina non si considera una fotografa ma una artista fotografica. Usa le sue fotografie come mezzo veicolante per trasmettere emozioni. Osservare le sue opere artistiche fotografiche è sicuramente un’ emozione particolare e non comune in quanto ricercatezza e sperimentazione si fondono per lasciare allo spettatore un sensazione piacevole di stupore e interesse.
Caterina sperimenta la sua personale arte fotografando ed elaborando graficamente interni di case vecchie e abbandonate. Moltissimi gli antichi edifici, nei paesini interni della Calabria Jonica Grecanica, totalmente desolati e decadenti a causa dei trasferimenti nelle zone marine o ancor di più i trasferimenti di massa dell’ultimo decennio verso il nord o all’estero in cerca di fortuna. Si è ritornati purtroppo a ripercorrere i flussi migratori del dopoguerra attualizzandoli spinti della crescente crisi. Queste case vecchie, libere alle intemperie, al degrado, agli sciacalli, nascondono pezzi di vita e storie umane ricche di valore per chi li ha vissute. Quattro mura che hanno ancora qualcosa da racchiudere e raccontare a chi li osserva in silenzio.
Ad ascoltare e cogliere ogni sussurro che trasuda da pareti crepate ed ammuffite, tetti cadenti, infissi arrugginiti, arredi rotti, utensili vecchi e oggetti sparsi senza ordine, c’è sempre sull’uscio Caterina Iiriti e la sua macchina fotografica. Lei ascolta e scatta silenziosa, è ospite, non invade ma ridà energia e vitalità agli spazi lasciando che quei luoghi continuino a vivere nei ricordi e nelle memorie dei suoi inquilini, facendo ritornare la quotidianità delle vita che fu in quelle mura.

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L’artista immortala l'odore del tempo passato, vissuto, i muri sgretolati, deturpati dal tempo e dalle cromie affascinanti che solo la perfezione della natura è in grado di creare. Oggetti dimenticati o abbandonati, valigie pronte per essere chiuse, spazi vuoti che si mostrano al mondo attraverso una piccola finestra. Caterina  si immerge nel contesto, cambia i suoi abiti contemporanei per indossare vesti che anche loro fanno parte di una memoria. Si pone dinanzi l'obiettivo compiendo lenti movimenti per intrappolare il passaggio di vite, fotogramma il ricordo che riaffiora nelle menti. Così l’artista fa parte dell’opera d’arte e il suo corpo si mimetizza diventando materia e parte dell'architettura. Ora sfugge, ora riemerge, ora si sgretola...come i resti degradati di queste case, mutando identità e rimanendo prigionieri di se stessi nel tempo.
La Iiriti si chiede se in questi luoghi ognuno di noi sia mai passato durante la propria esistenza? Il tempo li frantuma lentamente come si passa dalla gioventù alla vecchiaia poiché tutto ciò è un progresso molto lento che tutti noi prima o poi siamo destinati a seguire.
L’artista di Bova Marina ha esposto le sue opere in diverse rassegne d’arte sparse in Italia, tra cui: Allo Start Point 2012 Accademia in mostra, a Firenze. Al Premio Nascimben 2012, a Treviso. Alla rassegna d’arte Calliurghìa / l'utilità del bello, a Bova (Rc).
Da sempre è stata affascinata dal mondo dell’arte, si è diplomata all’Istituto d’arte di Reggio Calabria e ha proseguito i suoi studi artistici all’Accademia delle Belle Arti di Firenze durante i quali ha compreso meglio la sua arte scrutando i percorsi da Claude Cahun a Francesca Woodman alla ricerca di donne  che riescono a descrivere la propria frantumazione.
Attualmente affina la sua arte fotografica attraverso gli studi all’Isia di Urbino con la speranza di continuare a migliorare, far conoscere i propri lavori alla gente e un giorno lavorare costantemente nel mondo artistico-fotografico rappresentando la sua Terra, la Calabria, le sue origini e i segni indelebili della sua storia e cultura.

Domenico Spanò

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