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La medicina e il giornalismo.
L'aiuto ai deboli e l'amore per la verità

ernesta adele marando 24 04 2013-400px volto
Il nostro modo di essere nascono da lontano. Dal nostro codice genetico e dall’ambiente in cui viviamo. Io sono nata a Ferruzzano nei primi anni cinquanta, negli anni della ricostruzione dell’Italia dopo le rovine della guerra. E sono cresciuta fino a 18 anni in quel ridente paesello arroccato su una collina da dove lo sguardo si perde a Sud nel celeste del mare Jonio, da dove all’alba si vede il sorgere del sole.
alba-sullo-jonioA Ovest sul Monte Scapparrone pendice Sud orientale dell’Aspromonte dove il sole tramonta in un bagno d'oro. A Nord-Est una vista sui paesi della costa ionica fino a Punta Stilo dove vi fu la famosa battaglia il 9 luglio 1940  tra le navi della Royal Navy britannica e della Royal Australian Navi contro la Regia Marina italiana.

Un paesino della Calabria. Che lentamente dagli anni sessanta in poi si è trasferito alla marina. Era ed è rimasto un mondo ricco e povero nel contempo. Contraddittorio. Dove si percepisce un’aria di mistero e di paura ma anche aneliti di libertà. Dove spe
ferr saccuti 200 jpegsso le donne che portano addosso il peso di una famiglia silenziosamente con il loro equilibrio e sacrificio, fanno andare avanti un sistema governato apparentemente da uomini. Uomini che godono invece sempre di libertà di azione  e di parola. Ma la forza motrice proviene dalle donne. Per questo e forse ancora per altro che non è venuto alla mia coscienza, in me è scaturita la volontà di ribellarmi a questo sistema arcaico. Perché la vita delle donne del Sud è ancora sottotraccia. Con il tempo questo fenomeno si è mitigato, ma nel sottofondo è latente e vivo. Paradossalmente le più acerrime nemiche delle donne sono le altre donne. A volte contrapposte ma due facce di una stessa medaglia.

ernesta marando in prima elementare copiaQuesto ai miei occhi di bambina, di adolescente era lacerante. Trascinavano il carro ma non avevano un posto adeguato secondo me, nella società. Lo acquistavano solo se nel ruolo di mogli. Per le altre una vita in ombra. E per avere questo posto in società spesso facevano tacere i loro sentimenti. Tradivano loro stesse e i loro sogni. Sono cresciuta con una grande voglia di giustizia. Di equità per tutti. Per i deboli. Perché i forti si fanno giustizia da sé. Ho sempre avuto compassione, fin da piccolina, verso le persone bisognose.
Il Sud. Un  territorio malato ormai. Forse perché manca una libertà di fondo. C’è paura perché lo Stato è patrigno. I calabresi non si sentono tutelati e ognuno fa da sé. Con la testa che hanno. Allo sbando.
ferrovia-300 pxernesta-ospedale-dr-eamarandoLa Medicina. Così ho deciso, una volta finito il liceo sono emigrata. Ho deciso di partire e laurearmi in medicina e chirurgia a Roma. E di specializzarmi in pediatria e neonatologia. Per capire meglio me stessa e gli altri e apportare aiuto mi sono immersa negli studi psicoanalitici. La conoscenza razionale delle psicodinamiche che si vengono a stabilire tra le persone e la conoscenza sentimentale mi aiutano a  vivere serenamente. Ad accettare gli eventi che arrivano e talvolta travolgono la Vita. Avevo ventiquattro anni quando mi sono laureata a Roma alla Sapienza il 28 luglio 1976 in medicina e chirurgia. Con 110 e lode. Da qui è iniziata la mia vita ... Quanti successi, ma quanti fallimenti. Quante gioie ma anche quanti dolori…
Per i dettagli sulla mia professione di medico pediatra neonatologo e psicoterapeuta potete leggere il mio curriculum sul sito dedicato  www.ernestamarandomedico.it
Il giornalismo è l’espressione di un’altra mia vocazione. Come la medicina. Se non hai passione per la verità, se non hai amore per i deboli, non puoi fare sul serio né il Medico né il Giornalista. Per anni ho scritto per dei giornali. Ho frequentato master di comunicazione all’Università, ho maturato i requisiti e sono stata iscritta all’Albo dei pubblicisti dell’Ordine dei Giornalisti di Roma. Ho creato tre testate giornalistiche.
"RadioCivetta" il giornale online che è "Informazione sulla ricerca della Verità, della libertà, della giustizia, della cultura e della salute" "RadioCivetta" perché la civetta è il simbolo di Atena, la dea della Sapienza della morte e della resurrezione. Atena che si trasformava in uccello, la civetta, che vede  con i suoi grandi occhi nel buio. Metafora per dire che la verità si vede sempre. Anche al buio.
Invece "J'Accuse...!" online e in carta stampata - due testate separate e indipendenti. " Atto d'accusa contro ogni forma di ingiustizia".  Il nome della testata nasce dall’accusa presentata al presidente francese dal giornalista e scrittore francese Emile Zola dalle colonne del  giornale francese l’”Aurore” per l’arresto e la detenzione ingiusti di Alfred Dreyfuss, ufficiale d’origine ebraica, processato e condannato alla deportazione al penitenziario "la Cayenna" all'Isola del Diavolo. Al largo della costa francese sulla base di prove false. La battaglia giornalistica di Zola  intorno al caso fece scalpore, si riaprì il processo e Dreyfuss venne riconosciuto innocente. Zola non vide mai il successo delle sue campagne giornalistiche a favore della ricerca della verità sull’innocenza dell’Ufficiale ebreo. Morì qualche giorno prima della sentenza che riabilitò Dreyfuss. Il giornalista può, se onesto e cultore della verità, rivelare il lato nascosto delle cose.
Da alcuni anni mi dedico a video-interviste a "Persone Speciali". Interviste pubblicate sui social network. Ormai il mondo dei social media ha soppiantato la televisione e la carta stampata. L'informazione sul Web corre veloce e raggiunge in ogni momenti e in ogni luogo gli utenti interessati che stanno al passo con i tempi.
Fare giornalismo descrivendo misfatti conduce inevitabilmente a subire ritorsioni. Aggressioni. Bisogna armarsi quindi di tanto coraggio e pazienza. Gli assalti sono in genere vigliaccamente anonimi con commenti ad alcuni articoli che danno fastidio. Perché illuminano lati oscuri di individui senza scrupoli e situazioni di complicità spesso con elementi delle istituzioni. I commenti inviati anonimamente a fronte di articoli d’inchiesta giungono purtroppo proprio dalla Calabria, dove ormai non essendoci più il rispetto della legge, imperversa lo sciacallaggio. Gli articoli che illustrano situazioni malsane scatenano un’ira furibonda perché i riflettori dell’informazione illuminano intrighi che devono consumarsi nell’ombra. La Calabria è abitata ormai purtroppo da tanti fantasmi che non hanno voce e dai “signori dell’esproprio”. La Calabria è stata degradata per poterla svendere meglio. E’ una terra di conquista. Oggi come ieri le coste sono assaltate dai turchi nostrani e stranieri. Ci sono ovviamente tante belle Persone che sono riuscite a non farsi bendare gli occhi e la mente ma sono troppo poche ancora per potere ribaltare lo stato di ammorbamento del Sud.
Voglio concludere questo mio raccontare in cenni dellromolo-e-teresina-1951-220-pxa mia vita ringraziando i miei genitori, Romolo e Teresa, che mi hanno sempre sostenuta e permesso di realizzare i miei sogni. Anche se ogni tanto manifestavano le loro perplessità e non condividevano le mie scelte. Ma mi hanno lasciata libera di vivere la mia esistenza. I miei successi. I miei errori.
Hanno sofferto dell’abbandono dei figli, partiti per Roma per studiare non essendoci all’epoca Università in Calabria. Hanno permesso loro,  mantenendoli in una grande città fino alla laurea, di avere una vita migliore. Sono rimasti soli ad aspettarli ad ogni ritorno. E io torno sempre. Per loro e solo per loro rimasti in una terra ormai inabitabile. Mio padre e mia madre sono il sole e la luna che hanno sempre illuminato di giorno e di notte la mia strada.
Roma - Ernesta Adele Marando

Chi sono. Cenni di autobiografia tratti dal mio sito personale:
www.ernestaadelemarando.it

 



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