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Dorothy Bhawl è una fantastica e stravagante artista fotografica con un elevato senso creativo che riesce ad unificare fotografia  e pittura concettuale. Il lavoro di Dorothy Bhawl si concentra principalmente sul linguaggio informatico, con particolare attenzione al mondo degli emotes.

La straordinarietà delle sue opere è che sono molto dirette, intuitive e colpiscono direttamente l’osservatore. Persone e personaggi emblematici che hanno qualcosa da raccontare mediante segni, oggetti, mimi, gesti; tutti riconducibili al mondo contemporaneo e a a tutti i suoi estremi e controsensi. Messaggi indiretti di un mondo che è ricco di significati emblematici fatto di immagini, di segni e segnali che si divulgano continuamente nel mondo della rete. Un universo visivo che suggerisce vero significato del quadro infiocchettato in ogni suo dettagli negli scatti dell’artista.

“Ma quello che ci viene proposto non è semplicemente un quadro che utilizza un linguaggio nuovo, linguaggio che è necessario in un mondo dove la tecnologia ha reso la pittura un vezzo, quello che ci viene proposto è un esercizio di immaginazione e uno stimolo per l’intuito” . L’artista utilizza  un linguaggio che è divenuto ormai per tutti gli utenti pane quotidiano. È essenzialmente un linguaggio universale, un linguaggio criptico e al tempo stesso chiaro e immediato. Con le sue opere  Dorothy Bhawl  costruisce disegno fatto di elementi e dettagli, costruisce un suo  mondo simbolico,  e cosi quello che può apparire come un ammasso di elementi senza senso non è nient’altro che un codice reale per condividere un messaggio ricco di contenuto.
Dorothy Bhawl usa le proprie fotografie per descrivere una particolare realtà fatta di estremi ed  con esagerazioni degne del mondo fantastico delle migliori fiabe, fatto di con colori forti e intensi che ricordano la versione cinematografica del musical o i poster cinematografici del dopoguerra, ma allo stesso tempo i chiaroscuri degli artisti rinascimentali. Il tutto con uno sguardo che si concentra sull’aspetto ludico dell’arte, i colori sono spesso irreali, contrastanti, con forti urti cromatici per definire la malinconia o per accentuarne il significato che sia esso tragico o comico grottesco. Queste caratteristiche definiscono la visione del mondo che viene sempre mostrato con una nota leggermente negativa. Ciò sottolinea ancora di più il contrasto ed il conflitto tra le parti, l’odio e l’amore, il bianco e il nero, che contraddistingue questo artista. Una contraddizione che forse è tipica di questo tempo, dove la critica non è più marginale ma è punto focale del mondo, dove per essere in bisogna rifiutare ogni aspetto convenzionale e criticarlo.

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Le opere di Dorothy Bhawl sono tutto e niente, eccesso e carenza, di sicuro non sono  mai opere noiose, un misto tra le fotografie barocche in posa e il simbolismo irruente della modernità. Elementi che lasciano andare alle visioni o ad osservare prettamente quello che c’è sulla carta fotografica o la tela. “Essere romantico e innamorato della bellezza e crudo descrittore di realtà. Una duplice valenza che sembra soddisfare un po’ tutti, sia gli amanti del prolisso che quelli del sintetico. Sia i fantasiosi che i realisti. Un ottimo nutrimento per il nostro bambino interiore e al tempo stesso un ottimo stimolo per la nostra visione analitica. Rimane solo da stabilire da che parte stare e osservare”.

Domenico Spanò

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