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botero ballerini
L'autorevolezza di un di un ruolo
L’esempio parte da come si presenta il medico nel proprio studio e nel mondo

Io credo che noi medici dobbiamo essere un esempio di stile per prima cosa verso di noi, verso i nostri pazienti e comunque in generale verso tutti. Perché penso questo e lo scrivo pure?
Semplicemente perché mi guardo intorno e vedo che troppi sono i professionisti della salute che combattono la guerra contro le malattie che sono un esempio vivente e camminante di portatori sani di patologie anche gravi. Professionisti obesi, incolti, alcuni con barba sparpagliata e disordinata se uomini, con pelle spessa, macchiata, pelosa se donna. Incuranti della propria salute e della propria immagine. So quanto sia difficile smettere di fumare, a volte un’impresa titanica. Ma almeno ridurre il numero fino a smettere.
Io non dico che bisogna presentarsi clamour, non dico l’immagine sopra ogni cosa. No. Il culto esagerato della persona fisica, senza la cura di quella culturale e spirituale è come avere la testa di piombo e i piedi di argilla. Ma curarsi per presentarsi al meglio si.
Sia per una questione di salute, come combattere obesità e ipertensione, cardiopatie, diabete, ictus e da qui potrei elencare un trattato di patologia medica e chirurgica, sia per presentarsi ai propri pazienti o potenziali pazienti con un aspetto piacevole, gradevole.
Cosa possiamo offrire di veramente e profondamente vero a chi si rivolge a noi per una presa in carico della propria salute se noi stessi siamo l’immagine della malattia? Lo so per esperienza personale quanto sia duro sottoporsi a una dieta alimentare dove le dolcezze della vita: bignè, cannoli, pasta, pane pizza, saranno un miraggio per molto tempo e regimentate come ai tempi di guerra.  Come  fare attività sportiva ad una certa età sia come andare ai lavori forzati, ma s’ha da fa. Non possiamo assolutamente, e non saremo credibili, se prescriveremo ai nostri pazienti quanto noi stessi non facciamo e la nostra presenza sta a testimonialo.
Ovviamente restano fuori da questi miei rimproveri quei colleghi che hanno avuto e hanno problematiche gravi di salute a prescindere dal loro impegno verso se stessi ad essere il ritratto della salute. Quei medici che non possono sottoporsi a regimi alimentari ristretti, a movimento non più di tanto. Ma anche questi colleghi forse dovrebbero superare le barriere psicologiche che hanno posto fra  loro e la vita.
E questo mio invito a prendersi cura di sé prima di occuparsi degli altri è rivolto a tutti. Medici e non medici. Ma, ribadisco, è rivolto a chi si occupa di salute da erogare a terzi.

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