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Commento della visitatrice che si firma "art. 21"stemma rc  e provincia.jpg.
Commento indirizzato all'articolo" Tra indignazione e rabbia" di "MIO" e RadioCivetta. 

Grazie "Art. 21", Grazie "MIO".
Grazie  Donne Bellissime che avete scritto della vostra indignazione e delusione. Donne di cui non conosciamo il volto e l'identità ma la Voce.
 
le donne davanti al sepolcrorid.jpgLe vostre Voci rappresentano una forza straordinaria in questo silenzio assordante!
Queste timide vocine indicano che in Calabria ci sono delle risorse umane incredibili, nascoste, velate.
O semplicente non viste da chi non le vuole vedere.

E allora  facciamole vedere, diciamo la nostra, anche sotto sigle o senza firma, non importa, importante è testimoniare la verità, dire le cose che non vanno... Il nome non conta, contano le idee. Talvolta annunciare il proprio  nome indica voglia di apparire, talvolta bisogna proteggersi.
La privacy è legge!
Lettori di Ferruzzano siate giusti e scrivete. Dimostate la vostra solidarietà a Don Giuseppe, non lasciatelo solo.
Fate come "MIO" e "Art. 21".
Fategli sentire la vostra stima e che non credete alle calunnie messe in giro contro di Lui. Prima bisogna provare le accuse e seriamente, poi, dopo un giusto processo da chi di competenza, se mai condannare, se  l'accusato  fosse veramente colpevole. Ma non lo è!
Don Giuseppe  ha dimostrato con le Sue opere di essere un servo di Dio. E tutti lo sanno. Anche chi gli vuole mettere la corda al collo!

 

RadioCivetta è onorata di accogliere i commenti di Tutti,  che siano commenti critici che benevoli, non importa. Ci si può chiarire. Si deve poter parlare.
Ancora Grazie!


Approfittiamo della firma della nostra visitatrice per diffondere l' Art. 21 della Costituzione Italiana. Eccolo:

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili. In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s'intende revocato e privo di ogni effetto.
La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica. Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume.
La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.


Ed ECCO ORA IL COMMENTO FIRMATO Art. 21:
 
"Tanto è già stato detto, tanto ci sarebbe da dire, poco resta da fare a parer mio.
Parlo da “straniera” della terra di Ferruzzano, ma da devota e molto fedele alla Madonna. Leggendo l’ articolo pubblicato “IN ESCLUSIVA” da Anastasia ieri mattina su questo blog, ma soprattutto sentendo in tutta la giornata di ieri commenti e pettegolezzi detti a bassa voce, con lo sguardo basso, a coprirsi la bocca neanche da far intendere il labiale, per non “guastarsela con nessuno”, ho sentito ancora più rabbia e indignazione… 


  


i peggiori siamo noi, che sappiamo, vediamo e ci tappiamo le orecchie, serriamo la bocca e chiudiamo lo sguardo. Conviene a tutti noi figli di questa terra dai mille colori, dai più tetri ai più caldi, chiuderci nel nostro silenzio. Parlare per poi essere ammazzati o minacciati? No, come diceva Hans Kelsen, “nulla obedientia sine protectione”.

Lo Stato e le legge sono assenti, la Mafia mi assicura protezione. Mi resta solo questo…Non ragioniam di lor, ma guarda e passa. Nel III Canto dell’ Inferno, Virgilio, guida di Dante, sta descrivendo i cosiddetti "ignavi" , cioè i vili, "coloro che visser sanza 'nfamia e sanza lodo":"Fama di loro il mondo esser non lassa; misericordia e giustizia li sdegna: Non ragioniam di lor, ma guarda e passa".
Dante, infatti, ha una pessima opinione di quelli che, per viltà, nella loro vita non si schierarono mai (oggi diremmo i "neutrali"), a differenza di lui il cui destino - si pensi solo alla condizione di esule - fu proprio segnato dall'aver abbracciato idee politiche. Egli li pone nell'Antinferno, una collocazione che permette che i dannati possano perfino sentirsi superiori a loro: i malvagi, almeno, hanno scelto una strada, hanno preso una posizione, seppur quella della perdizione.
Per questo fa pronunciare a Virgilio la sdegnosa frase: di loro, che nessuna traccia hanno lasciato nel mondo, non vale neppure la pena parlare.

Mi rivolgo a quelle persone per le quali non vale nemmeno la pena di sprecare parole di condanna: si deve solo andare oltre, soprassedendo in silenzio. Forse il turbolento viaggio di Dante ebbe inizio proprio a Ferruzzano... ora però non c’ è più Il “Virgilio-Don Giuseppe” a tendere la mano ed accompagnare ogni anima fedele smarrita verso il Paradiso."


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