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loieroagaziord80franco  fortugnoSignor Governatore, per piacere, non si dimetta, dato che l’ultimo degli oziosi sondaggi la colloca al 12° posto tra i suoi colleghi nel gradimento popolare, tanto il suo successore non farebbe di meglio...

Signor Governatore della Calabria, a grandi passi si avvicina il giorno della sentenza di primo grado per l’omicidio Fortugno e non è escluso, data l’aria che tira, che venga confermata la tesi che il delitto è maturato nella situazione conflittuale esistente e nota nell’ambiente politico tra due candidati della sua coalizione, entrambi medici ed entrambi naturalmente interessati alla gestione della sanità.
Quando emerse questa tesi, forse un piccolo esame di coscienza avrebbe dovuto consigliarLe, Signor Governatore, di dimettersi, ma, come è noto a tutti, i voti, al pari delle monete, non olent. E poi, in Calabria, lo scambio di personaggi tra destra e sinistra è una nobile tradizione.

doris lomoro 2 rid200Forse avrebbe dovuto udire un campanello d’allarme, quando il suo primo assessore alla sanità, la dottoressa Doris Lo Moro dichiarò che in Calabria il numero degli assistiti superava di circa 400.000 quello degli abitanti, consultandosi, come scrissero i giornali, con il dottor De Magistris. Chissà se fra qualche anno scopriremo che allora venne aperta un’indagine preliminare! Misteriosamente i 400.000 scesero a circa 80.000 e dopo non se ne parlò più. Chi diede la notizia all’assessore? Il dirigente responsabile fu mandato a contare siringhe in qualche ambulatorio?

locri ospedale 26 agosto 2008 003px250In quegli stessi giorni si realizzò, nel convulso teatrale scenario delle inchieste connesse all’omicidio del dottor Fortugno, la più spettacolare operazione di discredito dell’ospedale civile di Locri, descritto come un covo di pregiudicati e una sorta di dépendance della criminalità organizzata. La relazione conclusiva venne celebrata, come accade non di rado in Italia, come un’opera da studiare nelle scuole e conseguentemente venne coperta dal segreto, forse perché sapere certe cose è fortemente dannoso. Mi  vengono in mente in mente Il nome della rosa o Il codice Da Vinci.

Continuamente, intanto, arrivavano strali dalle regioni del nord contro la disgraziata sanità calabrese, le cui spese avrebbero superato addirittura quelle della regione lombarda.  Tutte supposizioni, però, perchè in realtà si sapeva già di non conoscere l’ammontare complessivo dei debiti da circa cinque anni…!

Solo una persona di doti superiori, naturalmente non calabrese, il dottor Vincenzo Spaziante avrebbe potuto risolvere il problema, lui che (come apprendiamo dal sito della Regione) laureatosi a 25 anni ed entrato in servizio alla Ragioneria Generale dello Stato a 31 nel 1980, dopo quindici anni divenne dirigente generale e nel 1998 “segretario generale della difesa”. Peccato che, dopo essere stato nominato assessore al bilancio e quindi assessore alla sanità, è stato nominato, senza soluzione di continuità, commissario del governo per i problemi della sanità in Calabria. Mistero doloroso per noi e gaudioso per lui! Non gli si poteva permettere di risolvere i problemi da assessore, dato che si aveva in lui una fiducia illimitata?

Vede, signor Governatore, forse Lei non è molto fortunato e la fortuna, purtroppo, è essenziale per un leader. Ora che si è appreso, tramite un advisor, che i debiti ammontano a una cifra astronomica ed è necessario fare un piano di rientro dei debiti, Lei parla ancora di rilancio della sanità, si bea della realizzazione della stazione appaltante unica e chiama un magistrato a presiederla, rispolvera la riduzione delle aziende sanitarie a cinque, una per provincia.

Mi scusi, ma il cittadino, che ci pensi un attimo, ha una sola scelta: sedersi, prendersi la testa tra le mani e piangere! Ammettiamo che la voragine della sanità stia tutta nel  settore degli appalti e forse qualche piccola speranza si possa concepire, ma chiunque abbia letto qualcosa in merito anche sui giornali, sa bene che non basta onestà e rigore per camminare con successo in un campo minato, così voluto da leggi non sempre razionali.

Ma lasciamo perdere tutto questo e ipotizziamo che la stazione appaltante unica non renda ancora più complicati appalti e approvvigionamenti che interessano un numero di enti indeterminato e un’intera regione, si è chiesto come il perverso equilibrio tra strutture pubbliche e private, stabilizzatosi nel corso di lunghi anni, possa essere ora spostato su posizioni diverse? Si è chiesto quanto sono i servizi esternalizzati e come possono essere riportati nell’ambito delle strutture pubbliche? Era un servizio esternalizzato quello che aveva prodotto 400.000 assistiti in più? Si è chiesto come sia possibile impedire che gli enti convenzionati “sforino”, se il sistema contabile non consente nemmeno di conoscere in tempo accettabile a quanto ammontino i debiti? Negando il servizio ai cittadini, dato che non sembra che il servizio pubblico possa improvvisamente e per prodigio triplicare la sua efficienza? 

Adesso, Signor Governatore, per piacere, non si dimetta, dato che l’ultimo degli oziosi sondaggi la colloca al 12° posto tra i suoi colleghi nel gradimento popolare, tanto il suo successore non farebbe di meglio, perché il sistema politico, più stabile di una monarchia, non può consentire che il nuovo governatore abbia una provenienza esterna al gruppo di potere  che circola da qualche decennio nei palazzi calabresi. Di conseguenza il governatore in pectore, che ha già in mano una fetta di potere (è indifferente che sia al governo o all’opposizione) lo userebbe fin d’ora, se lo volesse o lo potesse o lo sapesse fare, dato che da tre anni tonnellate di fango vengono scagliate addosso alla sanità calabrese e, in fondo, a tutti i cittadini di questa regione. 

Risparmiamo, almeno, i soldi per le elezioni anticipate!!!

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