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deltaplanoIl primo a volare nel cielo di Ferruzzano, girandogli attorno, fu Nando Romeo che suscitò stupore e meraviglia a quei tempi di guerra con quella enorme macchina grigia volante che sfrecciava nel cielo e volava anche bassa bassa, con fragore assordante e con due eliche quasi invisibili davanti.  Nando Romeo era di Ferruzzano ed era un giovane pilota combattente nella guerra mondiale del “40.
Quasi nessuno degli abitanti di questo paese aveva visto da vicino un aeroplano. Gli aerei si vedevano lontani e di rado nel cielo come uccelli solitari e tutti a testa in sù per vederli e sentire il rombo dei loro motori.
Pochi avevano studiato e pochi conoscevano le leggi fisiche dell’aerodinamica e molti si domandavano come un oggetto metallico così pesante, quale l’aereo, potesse stare in aria e senza cadere.

Poiché Ferruzzano è la più bella parte del globo terrestre per clima, altitudine e orografia, cento deltaplanisti italiani ed esteri, dopo un convegno internazionale tenutosi in Calabria, Cosenza, hanno stabilito di volare, tutti in una volta e lo stesso giorno, con i loro variopinti e personalizzati deltaplani, però numerati, nel cielo di Ferruzzano.

La notizia si era diffusa e migliaia di persone da ogni dove il 15 giugno dell’anno scorso si sono portate sulla piazza di Ferruzzano, a quota 470 metri sul livello del mare, per assistere ai voli, anche acrobatici, dei deltaplani. I deltaplani erano muniti di un minuscolo apparecchio ricetrasmittente con auricolare e dovevano eseguire in volo i comandi dettati da Steve Pedulla, capo drappello. Il vice capo drappello, Gianni Monte, prendeva il comando dopo due ore di volo per ridarlo a Steve dopo altre due ore. Si alternavano i comandi per un complessivo di sei ore. I deltaplanisti rimasti in volo per oltre sei ore, dovevano dare prova di destrezza, di resistenza, di cogliere il momento delle correnti ascensionale e di saper fare l’indispensabile.

Tra la numerosa folla, spiccavano le figure di un funzionario in divisa del ministero dell’aeronautica e quella del sindaco del nostro paese con la fascia a tracollo.
La mattinata era bellissima: il sole mandava quel tepore gradevole, il cielo privo di nuvole e l’aria sembrava ferma. A cinque alla volta i deltaplani si lanciavano sopra le “gurne”, a duecento metri di vuoto a picco, la zona rivolta a sud-avest. In meno di cinque minuti tutti i velivoli erano in aria e volteggiavano delicatamente con movimenti sincronizzati e tutto quello spettacolo avveniva sempre con la volontà di Dio. Tutto ad un tratto si sente uno assordante scroscio di migliaia di mani che battevano, scroscio misto a grida di “evviva”. e, qualche tempo dopo, un silenzio profondo: tutti a contemplare quello spettacolo divino, di angeli silenziosi che volteggiavano su nel cielo e alle falde di Ferruzzano. Chi sa perché dopo quel profondo silenzio, gli occhi di tutti erano pieni di lacrime di gioia e di lode a Dio e quelli del sindaco non si vedevano perché offuscati dal vapore sui vetri degli occhiali, ma due grosse lacrime le scendevano sulle  rosee e belle gote.

Anche se l’aria sembrava ferma, correnti invisibili ascensionali circondano tutto il cucuzzolo di Ferruzzano e si formano in virtù di leggi fisiche, data la particolare orografia e posizione del terreno che in esclusiva possiede la caratteristica della pietra arenaria. Questa particolarità è unica al mondo. Esiste solo tra la fiumara La Verde e quella di Bruzzano, dove giace già morto Ferruzzano Vetere.
Nessuno dei presenti presentava segni di stanchezza. Traeva forza da quello scenario divino, mai visto e mai sognato.

panoramica ferruzzano 150Per tutta la giornata i velivoli davano celestiale spettacolo. Si disponevano in fila indiana, a stormi, in doppia fila o secondo i comandi di Steve e di Gianni. Giravano attorno al cucuzzolo di Ferruzzano, a volte radenti al suolo a volte più alti.. Passavano sopra Saccuti, osservando le case in bella fila ormai abbandonate, sopra le Chiusette col cimitero con i nostri cari, sopra il Naturale, la Badia, Coladivori, Pulinari, il bosco di Rosa e quello di Rudina, Trapani e Gurne. I loro giri erano tutti in senso antiorario.  Ad un comando di Steve, tutti i velivoli si disponevano in fila indiana per fare dei giri di ricognizione sui paesi limitrofi. Il primo ad essere sorvolato è stato Bruzzano e in seguito Motticella, Staiti, Brancaleone, Ferruzzano Marina, Africo, Bianco, Caraffa, S. Agata e Samo.

Tra la folla spettatrice c’era Marco che faceva parte della spedizione e nel pomeriggio riceveva, via etere, ordine di liberare la piazza per l’atterraggio dei velivoli. Ad uno ad uno i deltaplani si adagiavano dolcemente su quella storica piazza, che ha visto sposalizi e morti. Gli applausi erano assordanti e non finivano mai.
I “piloti” tutti sono stati accolti con grande onore e festeggiamenti. Il sindaco ha improvvisato un discorso che toccava il cuore, ha fatto preparare un’accoglienza da sogno, ma era già spontanea in ognuno. Dolci, liquori e ogni ben di Dio e persino la musica. Tutti felicissimi e si leggeva in ogni volto la gioia interiore, tutti si baciavano, tutti erano amici. Tutti glorificavano Dio.
Ferruzzano, 14 febbraio 2009.                   Romolo Marando

Post scriptum: Favola blù.
Questa è una storia di fantasia. Ogni riferimento a fatti e persone è puramente inventato. O quasi. L'Autore è un inguaribile romantico e gli piacerebbe che questa   che racconta fosse la realtà.  Piacerebbe anche a noi che a Ferruzzano   si compissero questi eventi così interessanti,  ma così non è. Il sindaco è impegnato in altri affari e i deltaplani, qualcuno, decollano in solitudine dal promontorio di Capo Bruzzano o dallo sterrato "lungomare". Nessuna cerimonia o pubblico plaudente. Queste precisazioni per amore della verità. Nuda e cruda.
La redazione