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meraviglie_paese_140Il risultato del sondaggio sull’operato degli amministratori comunali di Ferruzzano è stato inequivocabilmente chiaro: la maggioranza dei votanti, e sono stati molti, ha espresso il proprio parere. Non si gradisce questa amministrazione comunale. Un dato serio per molti aspetti. Il primo è che i cittadini cominciano a rendersi conto delle cose. Leggono, osservano e si fanno un’opinione personale.
L’informazione corretta in questi casi è fondamentale. E Radiocivetta fa informazione seria, corretta, documentata. Non abbiamo mai avuto smentite. Soltanto qualche commento irato privo di qualsiasi logica e fondamento. Facilmente smontabile. E smontato.

Adesso ci aspettiamo che le Autorità competenti facciano il loro dovere. Una volta ogni tanto, giusto per far vedere almeno che esistono. Per guadagnarsi almeno lo stipendio. Onorevole Brunetta volga il suo severo ma anche benevolo sguardo su giudici e cancellieri. Ricerchino la giustizia. La verità l’abbiamo cercata e trovata noi. Radiocivetta ha denunciato fatti gravissimi. La popolazione ha espresso il proprio parere circa i governanti. Adesso attendono. Ma non vorrebbero attendere troppo. O inutilmente. Hanno già fatto una lunga anticamera, vorrebbero vedere che giustizia si farà. Ora.

Giorni fa il procuratore capo della procura di Locri  ha annunciato che si preparano tempi duri per la giustizia in Calabria, nella jonica. Mancano i giudici a Locri. Da sette che vi erano ne sarebbe rimasti due. Con questo cosa dobbiamo attenderci? Che è impossibile ottenere  giustizia? Che non  ci saranno istruttorie esaustive e rapide  e la colpa è da imputare alla mancanza di magistrati? Ma in queste vicende di cui andiamo da tempo parlando, le prove sono state acquisite. Si tratta di prove documentali e dichiarazioni degli stessi indagati, per cui  la procura di Locri con il suo notorio spirito di sacrificio può impedire che le cause languiscano e molti delitti, inclusi gravi omicidi rimangano irrisolti per mancanza di personale.  Certo nella zona jonica c’è un alto tasso di morti ammazzati in cerca d’autore.  E altri crimini perpetrati  da istituzioni pubbliche quali quelli, un esempio a caso, di consigli comunali che non vengono perseguiti. Non dico d’ufficio ma nemmeno dopo reiterate denunce documentate. Anche giornalistiche.

Ma in Calabria non ci sono giudici… anche se strapagati perché operano in zone disagiate, zone di guerra. Non ci sono giudici in tempi di contingenza e disoccupazione e di eccedenza di laureati, anche in giurisprudenza con vocazione alla magistratura. Posti offresi alla procura di Locri. Ma a quanto pare i giudici, o non hanno bisogno di lavorare, beati loro, o in effetti forse sono troppo pochi. Sarebbe interessante fare un’indagine in tal senso. Ma forse non è questa la questione centrale perché, ad esempio a Locri,  anche quando di giudici ne erano sette o più di sette questi erano sepolti da quintali di carte impolverate. Scartoffie mai sfogliate o sfogliate male e distrattamente… Archiviate. Forse colpa delle “riforme giudiziarie” in serie che non hanno riformato nulla e hanno solo distrutto la Giustizia. Specie al SUD. Riducendola a  inquisizione antimafia di sciancati dietro la quale si registra il vuoto. Salvo quando la stessa giustizia si attiva se  si deve condannare una cittadina che rompe e che quindi viene condannata, in silenzio e  in tempi da record…Forse è mancanza di decoro o di controlli, o di entrambi. I

l fatto certo è che l’istituzione giustizia, per la denunciata mancanza di cinque giudici su sette, anche quando ci sono prove documentali della persecuzione illegale di una Cittadina che non è nelle grazie di un’amministrazione comunale, omette persino di usare le prove documentali per avviare, almeno, procedimenti se non di tutela di accertamento. La Cittadina viene trattata da rompiscatole. Non è stata abbastanza zitta anzi ha sporto varie denuncie contro quell’amministrazione. Male. Doveva subire in silenzio e porgere da brava cristiana l’altra guancia. Si intimorisce anche il suo avvocato richiedendo l’avvio di procedimenti disciplinari. Si fa prosperare così l’insicurezza e la micro criminalità burocratico amministrativa. E si nasconde sempre il tutto dietro la “mancanza di giudici”, “mancanza di personale”, e l’esaltazione di qualche eclatante “processo antimafia” con cui si condannano  sventurati innocenti  per  continuare a gestire la commedia dell’antimafia. Dietro la quale prospera, da centoquarantanove anni, la vera mafia burocratico amministrativa introdotta nel SUD dalla mafia savoiarda come strumento di perpetuazione di un dominio coloniale sempre più infame e oggi affidato a meridionali ignoranti, privi di dignità, traditori delle proprie origini.




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