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rivoluzione-brunetta-px-150 brunetta-indica-rivoluzioneDopo aver etichettato gli impiegati dello Stato come dei “fannulloni” l’On. Brunetta, riconoscendo la infelice uscita, ha mutato la rotta. Si è accorto che i veri fannulloni dovevano essere ricercati in altri luoghi, in special modo tra i parlamentari nazionali ed europei e tra le molteplici categorie di “lavoratori” protette dallo Stato. Meglio tardi che mai. Nel libro scritto da Lei, On. Brunetta : “Rivoluzione in corso – Il dovere di cambiare dalla parte dei cittadini”, vengono messi in evidenza molti aspetti della attuale funzionalità della Pubblica Amministrazione, ovvero quella Amministrazione pagata profumatamente dai contribuenti.

E’ vero quando scrive a pagina 13 che “Spesso i Ministri sanno poco della materia che sono chiamati a governare” ma che un Ministro deve scegliere “….. un gruppo di collaboratori che non siano tutti ignoranti come il capo”
Si rileva che Lei, On. Brunetta, non ha fatto e questo è il Suo merito, un disegno astratto ed ipocrita ma ha suggerito metodi di intervento per risanare e rendere efficiente questa Amministrazione al servizio dei cittadini.

Non ha fatto come i Suoi predecessori, Cassese, Bassianini, etc., che hanno formulato disegni così astratti, così aleatori che hanno rovinato ancor più l’Amministrazione stessa.
L’assennato disegno di come dovrebbe essere realizzato per avere una Amministrazione efficiente viene posta in  risalto nel Suo libro allorquando alla domanda: Quale è il Suo programma? Lei lo riassume in poche parole: “Cacciare i fannulloni e premiare i meritevoli”.

Purtroppo gli eventi sono in questi ultimi tempi precipitati: la recessione mondiale, il terremoto in Abruzzo ed altri inconvenienti, hanno rallentato, quasi fermato, questa tentata rivoluzione capillare.
In conformità delle buone idee, oggi non si può assistere ad una ristrutturazione, come è stata attuata dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, perché il relativo dicastero è privo di importanti competenze ma con un considerevole numero di dirigenti, semplici o generali, nominati in gran parte per merito politico e che non servono a nulla.
Sarebbe stato invece opportuno, con un gran risparmio di denaro pubblico, unificare detto Ministero con la Protezione Civile ed il Ministero dell’Ambiente creando così un organismo di pronto intervento e di realizzazione di opere per la difesa del suolo ( legge mai applicata).

Vi è anche da considerare che il Ministero dell’Infrastrutture e dei Trasporti non avendo più quelle competenze specifiche di realizzazione e di controllo  di opere  infrastrutturali importanti e con la prevista nomina dei Commissari straordinari per opere strategiche, opere annunciate ripetutamente e mai partite, non ha più motivo di esistere
Ciò nonostante vengono scritte nuove regole sui lavori pubblici da personaggi ministeriali che alquanto pare di lavori se ne intendono molto poco.
Ad esempio, in questi giorni sono state emanate le nuove regole per il collaudo dei Lavori Pubblici e Privati che invece di snellire la macchina burocratica l’hanno complicata al tal punto che non si capisce più chi siano i pubblici impiegati e quelli liberi professionisti, le dovute responsabilità, gli accertamenti ed il conferimenti degli incarichi.

Si pensi che la legge sui Lavori Pubblici emanata nel 1865 è stata aggiornata nell’anno 1999: è durata circa 134 anni. E’ servita in questo periodo a regolamentare tutte le opere che sono state realizzate sia per la riparazione dei danni dovuti alla guerra sia per importanti nuove opere. Successivamente all’emanazione della nuova legge già per ben due volte, una volta nel 2006 e l’altra nel 2008, si è sentito l’obbligo di aggiornare e spiegare le ferraginose norme contenute nel nuovo regolamento, spiegazioni non esaurienti che complicano ancor più le cose.

On Brunetta, mentre Lei combatte per avere una amministrazione più snella, ovvero più vicino alla gente, nello stesso apparato dello Stato vi sono persone che cercano in tutti i modi di mettere il bastone tra le ruote per non far funzionare nulla. Ma chi sono?
Sono organi ormai appartenenti al passato con regole ottocentesche che Lei On Brunetta conosce a meraviglia.
Allora che bisognerebbe fare? Smantellarli tutti e rifondarli con nuovi criteri.
E’ possibile attuare tutto questo? A me sembra di combattere contro un muro di gomma.

A tal proposito mi ritorna in mente il giudizio di Mussolini nei confronti dell’Italia e degli Italiani (riportati da Montanelli in un suo articolo): “ governarla, ovvero governarli, non è impossibile, è inutile”.
On. Brunetta come sempre, mediti, mediti.

Pasquino, la voce di Roma

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