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cane-randagiocane-randagio-neroIL problema del randagismmo
Nei pressi dell'Ospedale di Locri nei giorni scorsi son stati ritrovati due poveri cani di taglia medio grande avvelenati, erano un maschio ed una femmina; sempre nei pressi della zona dell'Ospedale ed esattamente in via delle Colline,mella mattinata di venerdì ,altra segnalazione di cittadini per un altra femmina di taglia media .Non è certo questo il modo di combattere il randagismo!!!

Mentre il tutt'Italia, in ossevanza alla legge quadro 281/91 IN MATERIA DI ANIMALI DI AFFEZIONE E PREVENZIONE DEL RANDAGISMO GLI ABBANDONI RISULTANO ESSERE IN DIMINUZIONE, purtroppo  nei nostri paesi siamo sempre in controtendenza, con questi devastanti risultati.

I cani randagi vaganti attualmente in Calabria sono oltre 70 mila, più del 10 % del totale dei cani girovaghi presenti in tutt'Italia.
L'animale viene considerato da tante, troppe persone, un giocattolo di cui ci si può disfare in qualunque momento ed il suo abbandono è fonte di numerosi problemi. L'animale lasciato solo, ormai addomesticato, non è abituato a procurarsi il cibo e va incontro a volte a morte per inedia o per sete: in particolare, alcuni animali, abbandonati perché vecchi o malati, non hanno alcuna possibilità di riuscire a sopravvivere. A questo bisogna aggiungere il trauma psicologico dell'essere stati abbandonati.

Ma come fare per sensibilizzare questi”cittadini”che magari, spinti da un momento di tenerezza adottano un cane e poi, rendendosi contoo delle difficoltà nella “gestione”decidono di disfarsene lasciandolo lontano da casa, in uno scatolo accanto al cassettone dell'immondizia, quando non, per assicurarsi che non possa torrnare , ADDIRITTURA IN DELLE BUSTE CHIUSE ALL'INTERNO DEL CASSONETTO.

Ricordiamo che l’articolo 544 del codice penale: “delitti contro il sentimento per gli animali” prevede che “chiunque, per crudeltà o per necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi”.

Ricordiamo inoltre una norma della legge del 14 agosto 1993 che stabilisce : “i cani vaganti ritrovati, catturati, o comunque ricoverati presso strutture non possono essere soppressi”, ma le istituzioni locali sembrano essere sempre più indifferenti alla situazione, dimostrando una totale mancanza di sensibilità ,sia nei confronti dei cani che della situazione che si sta creando,anche se dovrebbe essere lapalissiano che in mancanza di una corretta gestione del benessere e della salute degli animali sul    territorio si metta a rischio non soltanto l'incolumità, ma anche la salute pubblica.Basterebbe semplicemente attuare sul nostro territorio le normative esistenti!

Parlare di più con i cittadini, introdurre l'argomento nei programmi elettorali, denunciare casi di abbandono o maltrattamenti o addirittura avvelenamenti.

I Comuni dovrebbero tutti avere degli spazi a disposizione per i “randagi”, effettuare la sterilizzazione ed educare i cittadini alla convivenza, alle colonie che possono fornarsi, a non averne paura, ad affrontare gli argomenti nelle scuole. A quando questo nei nostri Comuni??

A quando in Calabria un 'oasi -rifugio?  A quando il sogno di una “oasi” a modello del Parco Enpa del Comune di Perugia, che  è menzionata dal Ministero della Salute come modello e punto di riferimento per le linee guida di un futuro panorama normativo ?

E a proposito di E.N.P.A, ricordiamo l'appuntamento di oggi per il rinnovo delle cariche alla sede di Siderno, con l'augurio che anche all'interno della sede possa finalmente cambiare qualcosa in positivo.
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ADOTTALO!!!
IL problema del randagismmo - Articolo tratto da una pubblicazione sul sito internet 
http://docs.google.com/Doc?id=dfmrjxph_30gsscwzgw&btr=EmailImport
Welcome to Google Docs - Segnalato dalla dottoressa Marilene Bonavita, abitante in Siderno, appassionata sostenitrice dei diritti degli animali.















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