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silvio-bGrazie al clima di odio alimentato da  alcuni giornali “intelligenti” cari alla sinistra, di politici alla Di Pietro, di una sparuta frangia di certa magistratura, che si è sviluppata la caccia all’uomo. Cioè al Presidente del Consiglio del Governo italiano Silvio Berlusconi. Colpito stasera alle 18 e 32 a Piazza  del Duomo a Milano, al termine di un comizio. Colpito in piena faccia da un oggetto di marmo raffigurante il Duomo di Milano, quindi anche molto appuntito. Lanciato da circa due metri di distanza da un uomo sulla quarantina . Pare  fino a questo momento sconosciuto alle forze dell'ordine. Un individuo sicuramente con non tutte le rotelle al posto giusto. Una mina ad orologeria innescata dalla campagna di odio contro il Silvio nazionale reo di essere un vincente senza se e senza ma e senza mafia. Vincente per la sua brillante intelligenza,  per il suo umorismo, per la sua generosità. Perchè manca di quella "dote" di cui sono corredati molti politicanti d'accatto e che si chiama invidia.

Politicanti e compari che lo accerchiano da anni perchè Silvio li polverizza con la grande qualità della sua sola presenza. Peccato che si contorni di alcuni loschi collaboratori. Anche nel suo privato non è che gli siano mancati  i " Bruti". L'affetto che nutre per loro gli ha impedito di capire di che stoffa siano veramente fatti. Stoffa sintetica. Che fa allergia.

L'impatto violento della pietra  sul volto di Berlusconi  ha provocato un trauma cranico, frattura del setto nasale e altre complicanze. Il Presidente è stato subito trasportato all’ospedale San Raffaele di Milano. Siamo vicini a lui con tutta la nostra stima e gli auguriamo che la sua salute possa ristabilirsi al più presto. Non è una cosa da poco il danno arrecato al Premier. Una frattura al massiccio facciale è una cosa grave. Poteva  restare ucciso. E lo si sapeva. Troppo odio sparso su di lui. Odio sparso scientificamente per farlo fuori. Per armare una mano di un uomo magari debole di mente. Odio per obnubilare le menti, condizionarle e armarne le mani. L'Onorevole Silvio Berlusconi è un uomo forte. E' un uomo generoso. Lo abbiamo visto stasera, nelle innumerivoli immagini di repertorio,   salutare la gente dopo l'attentato. Prima di  salire in macchina per andare in ospedale. Con il volto e la camicia zuppe di sangue. E abbiamo sentito  dal racconto di Paolo Bonaiuti accanto a lui nel momento dell'attentato, che  il Premier si è anche preoccupato di chi lo aveva colpito.

Scriviamo queste righe con la grave consapevolezza che l’odio “uomo contro uomo” ovverosia contro Berlusconi, è ormai dilagante in Italia. Alimentato prevalentemente da opposizioni politiche che hanno perso il controllo dell’etica e della cultura. Che dimostrano bieca stupidità e cieca ostilità. Odio che si riversa anche con chi è con lui. Con chi lo ha votato.

Le menti più deboli sono facilmente suggestionabili. Quello che è accaduto stasera, l’aggressione a Silvio Berlusconi, era un delitto annunciato. Spatuzza e compari in questi ultimi giorni hanno completato l’opera criminale di delegittimazione di una maggioranza e di un Premier  voluti dalla maggioranza del popolo italiano.

Siamo  riprecipitati negli anni di piombo. Siamo in balia dei deliranti dei centri sociali manovrati da menti nascoste. Rappresentanti dei centri sociali e non solo che hanno osato ieri, sempre a Milano,  giorno in cui si compì la strage di Piazza Fontana,  contestare perfino i parenti delle vittime della strage durante la commemorazione dei loro defunti.

E' spaventoso e molto inquietante vedere che  già, pochi minuti dopo l'attentato, su Facebook centinaia di potenziali delinquenti si scambiavano messaggi di gioia per l'aggressione subita da Berlusconi. E adesso, alcune ore dopo, pare siano già migliaia. Si sono creati gruppi con centinaia di fans accomunati dall'odio per il Premier. Gruppi che definiscono "Berlusconi sanguinante: comico"." Crediamo che il Ministro dell'Interno debba intervenire per mettere ordine e stoppare questo delirio omicida. Violenza cerca violenza. Siamo di fronte a esseri satanici imbottiti di droga. Ottenebrati dall’odio. Bestie feroci che vanno fermate.

Bisogna fermare chiunque inneggi alla morte, chiunque aggredisca anche con "tribune politiche" sporche, violente e virulente. La politica dovrebbe essere dialettica. punti di vista diversi in tranquillità. Ma in Italia la politica ha preso una piega aggressiva e omicida. E' diventata una questione personale. Una questione di businnes. Non è politica. E' faida. Siamo  oltre la deriva.

Urge cambiare rotta prima che sia troppo tardi. Prima  che si inneschi una guerra di più vaste proporzioni. Perchè siamo già in guerra.

 

 

 

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