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RadioCivetta  pubblica  l'articolo dal titolo Ferruzzano ricorda le vittime del terremoto del 1907 di Emanuela Jentile,  tratto dal giornale oonline www.azzurroonline.com 

 

Ferruzzano, 25/10/2007 di Emanuela Ientile
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Momenti di distruzione, di morte e di dolore nel volume dal titolo “Memorie”, di Francesco Attilio Marando, un sopravvissuto al tremendo sisma.
A Ferruzzano Superiore oggi si avverte solo la "voce del silenzio". E' un paese fantasma. L’ultimo esodo verso la marina è avvenuto un decennio addietro, a causa dell’alluvione che già nel 1951 e negli anni successivi aveva provocato profonde ferite.

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L’antico Borgo non ha del tutto perduto la sua bellezza conferitagli anche all’incantevole posizione geografica da cui lo sguardo può spaziare da Capo Bruzzano a Punta Stilo.

La sera del 23 ottobre del 1907, alle 21,25, la terrà tremò per 14 secondi: un'eternità. Un violento terremoto, dell’ottavo grado della scala Mercalli, con epicentro proprio a Ferruzzano, distrusse il piccolo centro causando oltre 400 vittime e più di 600 feriti.
Ovunaque distruzione, morte, dolore "stampati" nel volume dal titolo “Memorie”, di Francesco Attilio Marando, uno sopravvissuto al tremendo sisma, oggi rieditato in forma anastatica dal figlio, Romolo, con la presentazione della nipote Ernesta, medico a Roma.
A distanza di 100 anni dal disastroso terremoto, l’Amministrazione Comunale di Ferruzzano, con in testa il sindaco Maria Romeo, ha ricordato quel terribile evento con la “Giornata della memoria”, per non dimenticare e per trasmettere alle nuove generazioni un messaggio di condivisione, di solidarietà e di proficua partecipazione nella progettazione del futuro.
Presso l’ex palazzo municipale è stata allestita una mostra fotografica e documentale del tempo.
Cento anni fa la “Domenica del Corriere” dedicò la copertina del numero del 3 novembre.

Nella chiesetta di San Giuseppe il vescovo di Locri-Gerace, mons. Giancarlo Bregantini insieme al parroco del paese, Don Giuseppe Zurzolo, ha presieduto una solenne concelebrazione religiosa seguita da un corteo e dallo scoprimento d’una stele in pietra opera dell’architetto Elia Panetta.
Dopo alcune riflessioni da parte di autorità comunali, religiose e scolastiche, un momento finale di con divisione con la distribuzione di fragranti ciambelle.
Ferruzzano non dimentica e vuole che nessuno dimentichi!

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