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medea_thGiunge alla nostra redazione una lettera firmata. Lettera dai contenuti drammatici che pubblichiamo. Il tema è la violenza agita sugli uomini da parte delle loro ex-mogli. Bisogna sfatare una volta per tutte il dogma "del sesso debole" e con questo si identifica il genere femminile. Stiamo assistendo in questi ultimi anni ad una recrudescenza di crudeltà mentale e vendetta trasversale delle "deboli donne" contro il macho. Che più che essere macho è un derelitto perseguitato con metodiche "politicamente corrette", ridotto ad andare "per cartoni".
Nel senso che trova riparo a ridosso di essi lungo i marciapiedi per essere stato spogliato di ogni suo avere. Dignità calpestata, colpevole a prescindere, per il sol fatto di appartenere al genere maschile, al "sesso" forte e per questo deve mantenere "il sesso debole" essendo evidentemente le appartenenti a questa categorie donne inette ed endicappate. Perchè così si debbono ritenere quelle donne che si fanno mantenere a prescindere. Nonostante siano nell'età in cui la vigoria e gli ormoni siano alle stelle. Mentalità da gheise.

la-sultanaOggi assistiamo ad un ritorno e rivolta del matriarcato che porterà all'azzeramento della famiglia. All'insorgere di gruppi "sinciziali" dove le donne, in un rigurgito di lesbismo camuffato da solidarietà, espellono il corpo estraneo, quel maschio servito per ingravidarle e renderle potenti. Come si espelle la placenta quando la sua funzione vivificatrice è terminata. Non madri, ma sultane.

La maternità vera è un'altra cosa. E' amore, accoglienza, comprensione. Unione. Invece assistiamo ad un eccitamento orgastico quando le suocere, madri delle figlie femmine, possono entrare nel nido della figlia  maritata per demolirlo e riportare a casa propia la figliol prodiga. In genere si tratta di figlie schiacciate dalla personalità della madre. Dipendenti da esse. Al guinzaglio. Queste madri virago ritornano nel loro nido vuoto portando il bottino: figlie inebetite e nipoti sconvolti. Ma ci penserà lei a sistemare le cose. Le ritorna una vitalità eccezionale. Sistema tutti dettando ordini camuffata da povera vittima della situazione che " è stata costretta" a prendere in mano . In questi casi il di lei marito è una figura satellitare, assente. Forse anche vedova, ritorna a rivivere espropriando la vita della figlia facendola propria. Il genero? Si butta via. E' servito per  procreare. Poi non serve più. Si scaccia come un cane rognoso.

Questo che scrivo è uno spaccato della mia esperienza  professionale quasi ventennale come CTU nel Tribunale ordinario di Roma, chiamata dal giudice a valutare le personalità delle coppie separate, dei loro figli, del loro entourage familiare allargato, per indicare al giudice quale possa essere il regime di affido dei figli minori ai genitori.  Le condizioni. In tre casi su  cinque circa ho potuto osservare come le ingerenze delle madri su figlie loro dipendenti psicologicamente portassero allo sfacelo di famiglie che sarebbero potute essere felici. Passando sopra i cadaveri dei figli e dei padri. Non una parola per mediare. Per mettere pace. Ma acido versato scientificamente per corrodere legami.


Molti avvocati, psicologi, assistenti sociali anzicchè mediare costruiscono le loro fortune aizzando gli animi e attizzando i fuochi. Quando basterebbe tanta pazienza e il classico buon senso della casalinga intelligente. In genere gli uomini hanno una forza bruta ma non sono velenosi. Le donne sanno essere vendicative oltre ogni ragionevole limite e velenose come uno scorpione quando non sono illuminate dall'amore e da una intelligenza costruttiva. In genere. Con le dovute eccezioni.

Quanto è importante un ambiente sereno per crescere in maniera equilibrata . Un ambiente rispettoso e accogliente. I figli di famiglie distrutte sono ad altissimo rischio di psicopatologie. E di continuare la catena di disgregazione della loro personalità e del loro futuro. Poniamo riparo a questi fallimenti annunciati. Tutti gli esseri umani, uomini e donne hanno uguali doveri e uguali diriti. Non c'è bisogno di scomodare la Costituzione per comprendere questa elementare verità.

Ci si può e ci si deve separare quando sussistano gravi motivi che minacciano la vita psicofisica delle persone, ma questo non significa spogliare il marito di ogni bene. Sia  materiale, scippandogli la casa e pretendendo assegni spropositati, che affettivo quale la sottrazione dei figli. Allora ci troviamo non davanti a povere mogli costrette a separarsi perchè subiscono gravi torti. Ma davanti a donne che al posto del cuore hanno un registro di cassa. E queste donne sono state mai capaci di amare? Si sono sposate per amore o per vendetta cieca contro gli uomini? Per avere lo stato di mogli e di madri che da potere? E quando si stancano del gioco, finito il viaggio di nozze tirano fuori la clava e fanno morti e feriti. Quando due persone si sposano dovrebbero sapere che il bene supremo da salvaguardare sono i figli, innocenti di avere quei genitori. Figli da amare e proteggere sopra ogni cosa.

Sarebbe meglio davanti a conflitti insanabili dei coniugi lasciare la casa ai figli e trovarsi ognuno un proprio alloggio. A turno accudire i figli che restano nella casa dove sono nati. Nel loro habitat. E gli adulti si cercassero una sistemzazione tale da poter vivere dignitosamente e in maniera adulta senza farsi mantenere da "papà". Il divorzio è un lusso e se non ce lo si può permettere si rinuncia. Finchè non arriva il momento opportuno. Per amore della propria dignità e del dovere verso i propri figli. Bisogna impare a vivere da persone libere non da guappi che pretendono il pizzo. O da prostitute che si fanno pagare per essere mantenute con la scusa dei figli di cui in realtà non sanno che farsene.

Quasi tutte le coppie che ho visionato si sono separate per apparenti banali motivi. Il motivo vero era affondato nel loro inconscio e non emerso alla coscienza ed era un motivo legato al proprio vissuto prima del matrimonio e agito nel matrimonio.

Se ci si può permettere il lusso di separarsi bisogna farlo tenendo presente che quando un genitore distrugge l'immagine dell'altro genitore agli occhi dei figli, quando sottrae il mondo affettivo dell'altro, nonni, zii, amici, ambiente familiare, compie un crimine  prima di tutto contro i propri figli. Si uccide la loro fiducia. La loro voglia di vivere. Medea docet. Non bisogna schiacciare la dignità delle persone.  E' un boomerang che colpirà alle spalle quando meno  lo si aspetta.

Penso che la furia omicida che si scatena da parte di uomini lasciati contro le donne  che lasciano nasca da frustazioni profonde. Un odio verso le donne nato da odio contro la madre. Quella figura femminile che non li ha saputi capire ed amare. Che li ha schiacciati da bambini. E da adulti questi uomini agiscono vendette. Parimenti si può dire delle donne che puniscono i mariti. Che esempi hanno avuto in casa propria da bambine? Sono state abusate? Petanto non focalizziamo lo sguardo sull'ultimo anello  pezzato della catena.  Si rompe l'anello il più fragile, quello che non sopporta una lunga tensione. Volgiamo uno sguardo al passato e cerchiamo la cura. Il rimedio. Senza nè vincitori nè vinti.

Mi rivolgo alle Istituzioni. Ai politici, ai legislatori. Più scuole, più asili, più posti di lavoro. Più case. Più attenzione. La famiglia è la cellula della società. Curiamola per avere una società sana e costruttiva.

Ernesta Adele Marando


pino-falvelliEcco la lettera
del Tenente Colonnello Pino Falvelli:

"Prego  cortesemente pubblicare il seguente  articolo e  PROTESTARE  per quanto riportato in data odierna sul  portale "tiscali: ultimora"  dal Telefono rosa :

OCCORRE UNA  DECISA PROTESTA E CHIEDERE L'INTERVENTO DEL CAPO DELLO STATO IN DIFESA  DELLA  DIGNITA'  DELL'  UOMO ITALIANO.

" Come uomo sono davvero  indignato e sconcertato per quanto riportato  sul portale  tiscali in data 28.07.2010 .(  articolo  dal  titolo  " Telefono rosa, 4 violenze su  5  in casa ". Trovo  i dati  riportati  nel citato  articolo strumentali, assurdi  e  sicuramente  poco  credibili.  Non è  possibile che  tanti  uomini  italiani  siano  così  violenti. Se davvero  la  realtà dei  fatti  fosse questa  viene  da  domandarsi : " Perchè  le  donne  continuano a  sposarsi ??? " .

Da  separato  che  sta  subendo ogni forma  di  abuso e  sopruso (  e.....posso  benissimo documentarlo !!!  )  sostengo ed  affermo che  oggi le  vere  vittime  delle  violenze sono gli uomini  che, spesso loro malgrado e  senza  aver fatto  nulla  di male,  si  ritrovano a dover vivere il dramma  della  separazione.  Puntualmente le  donne, spesso  furbe e/o  addirittura  in evidente malafede,  ottengono  figli,  intera  casa coniugale e  gran parte  dello  stipendio dell' ex consorte . Gli  uomini  vengono ridotti  in  miseria ed  "in  schiavitù"  perchè costretti a  dover  lavorare  per il resto dei loro  giorni per  assicurarte alla  donna una  vera e propria "rendita vitalizia" ;  persino  quando quest'  ultima  non  intende  lavorare pur avendone  tutte le  possibilità.

Sono  tantissimi  gli  uomini che , "estorti"  del proprio stipendio e dei loro sacrifici,  sono  costretti a  rivolgersi  alla  CARITAS  e che  vengono persino privati  dell' affetto dei  propri  figli .  Forse  questa  non è  violenza  da  parte  delle  donne  nei  confronti  degli  uomini ???  E'  una  vergogna !!!  Le  Istituzioni  devono intervenire urgentemente per far  cambiare la  legislazione esistente in materia  di separazioni e divorzi. Ritengo che debbano essere eliminati  urgentemente tutti gli interessi economici-patrimoniali  che ruotano intorno alle  separazioni, specialmente quelli che inducono le  donne a chiedere le  separazioni ( casa e  mantenimenti,  con l' assurda  "scusa"  di tutelare i figli  ; perchè  questi  sono  pure  del  padre  ! ).

E'  una  vera  indecenza ed occorre  che il Capo  dello Stato ammonisca  adeguatamente  chi continua  a  fare  "vittimismo  sfrenato" a favore delle donne. La stragrande maggioranza  degli  uomini non sono e  non possono essere  tacciati  di  attitudini  violente !!!   Come  uomo che  non ha mai usato  violenza ( per ammissione della  stessa ex ) e che  ha  sempre  cercato di essere  un buon  padre ed un buon marito (  e....non spetta  a me dire se poi  sono riuscito nell' intento  ) mi  sento  umiliato ed offeso  e mi  aspetto  che il Capo dello  Stato intervenga in maniera  opportuna affinchè vengano rispettati i principi  costituzionali (parità tra i sessi) e le  leggi (54/2006). Le  violenze  vanno  combattute  sempre  anche  quando  sono  gli uomini a  subirle  (  e  sono tantissimi,  forse  anche  più  delle  donne  che  continuano  con il loro  "femminismo"  a  tenersi  ben stretti  i loro  assurdi  "privilegi" !!!! ) . Chi  ne  ha il potere e la  facoltà,  faccia  rettificare  quei  dati con  le  dovute, pubbliche  scuse  per  gli  uomini  "violentati" , umiliati  ed  offesi.
Pino FALVELLI