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mollace-giudicevincenzo-macriReggio Calabria. Bomba davanti la palazzina dove vive il procuratore Salvatore Di Landro e non solo… Attacchi gratuiti alla  Libertà di Stampa.

E’ facile per la stampa filogovernativa, laica ed ecclesiastica, azzannare un giornalista reo solamente di scrivere verità documentate scomode. E’ gioco facile  dire parole in libertà rilasciando interviste da una posizione di potere e  affermare davanti ai microfoni di essere vittime predestinate. “Ora che il gioco si è fatto duro e le indagini hanno preso un altro corso”. Forti dell’appartenenza al potere costituito che blinda e protegge. Quando si indirizzano indagini faziosamente e dolosamente con affermazioni devianti.

Perché non si può affermare a cuor leggero che il responsabile morale dell’attentato bombarolo è il giornale “IL BIBATTITO-news” diretto da Francesco Gangemi. E’ un’affermazione calunniosa e gravissima. A poche ore dall’attentato dinamitardo. Quali le indagini che hanno portato a questa sentenza?

di-landroIeri sui quotidiani  “CalabriaORA” e “Avvenire” e oggi ancora su “CalabriaORA” si indica, da “ memorie storiche” della procura di Reggio, quale mandante e responsabile morale dell’attentato al procuratore Di Landro “ vittima di poteri occulti”,  il periodico mensile “DIBATTITO-news”e il suo direttore, Francesco Gangemi.

bomba-di-landroResponsabili e mandanti trovati già praticamente in contemporanea  all’esplosione dell’ordigno davanti la palazzina dove abita anche e non solo il procuratore Di Landro. Bomba posizionata quando non c'era nessuno. Nemmeno la scorta. Licenziata dal procuratore perchè l'ora era tarda e andava a dormire. La paternità è stata attribuita alla “’ndrangheta”. Questo mostro a tre teste senza capo né coda. Subito. Immediatamente.

Senza indagini preliminari, perché per queste ci vuole almeno un minimo di tempo, su tutte le reti rai unificate, su giornalini e giornaletti, si strombazzava “la ‘ndrangheta ha colpito ancora, mira alto… “ E altre amenità del genere. Amenità non perché la cosa non sia grave, ovviamente, ma perché non si può legittimare un’azione infame addossandola subito e immediatamente alla famosa holding “’ndrangheta”.

mafiaGiova alla “’ndrangheta” tanta pubblicità? Non giova! Ha altri mezzi per piegare e ottenere quello che vuole. Non ultimi i ricatti incrociati con uomini di potere. Poteri istituzionali. E la storia è ricca di esempi. Antichi e recenti. Anche contemporanei. A chi giova questo can-can? A chi ne esce santo e martire. Verrebbe da pensare subito. Troppi occhi puntati sulle procure calabresi. Troppi sospetti che chi dovrebbe fare il proprio dovere forse non troppo limpidamente fa gli affari propri e quelli di vari compari.

Dove sta scritto che chi è procuratore sia santo a prescindere. Senza macchia e senza paura? E dunque può essere solo vittima innocente della cattiveria della “’ndrangheta” e di giornalisti maligni. Perché questo appare dal bombardamento mediatico   a cui siamo sottoposti quando un magistrato viene sfiorato. Sicuramente è una vittima. Bisogna aumentare la scorta e lo stipendio. Perché il Sud è disagiato. Zona di guerra.  Quindi ad ogni attentato senza vittime, fortunatamente, aumenta il prestigio dei magistrati e i benefit.

gangemiIl Direttore del “DIBATTITO-news” di Reggio Calabria, Dr. Francesco Gangemi da sempre ha condotto e conduce battaglie di vera legalità. Lo si vuole delegittimare per continuare e fare affari. Si vuole ancora una volta spegnere una voce libera. E allora si infama e si calunnia. Tanto si pensa di potere ancora farla franca. Ma a Reggio e dintorni  tutti  sanno di tutto. E sanno che quello che il Dr. Gangemi scrive e quello che viene pubblicato è rispondente a fatti documentati. Purtroppo in Italia pretendere il rispetto della legge non paga. Stiamo scivolando in un paese dittatoriale dove chi parla e dice cose scomode è perduto.

gianluigi-guarinoVedi dove sta ancora l’ex Direttore del web magazine  “Casertace” Gianluigi Guarino, ancora in carcere. Dove è stato nel novembre 2004 il Dr. Gangemi, in carcere, e dove lo si vorrebbe rimandare per togliere di torno una voce che sbandiera, con coraggio, verità urticanti per talune personalità che non bisogna nemmeno nominare se non per leccare loro il fondo schiena. Ma Francesco Gangemi non è un baciapile. Nonostante gli sforzi di calunniatori istituzionali per rimandarlo oggi di nuovo in carcere dopo che è stato assolto “perché il fatto non sussiste” dalle accuse strumentali degli stessi odierni calunniatori.

Credo che bisognerebbe una buona volta per tutte smetterla di pontificare e fare indagini serie. Nel palazzo dove davanti al portone è esploso l’ordigno abita solo il procuratore Di Landro  o ci sono altri inquilini? E se ci sono non potrebbe essere stata indirizzata verso qualcuno di costoro la bombolina? Chi sono questi altri inquilini? O solo la miccia corta  rappresenta l’indirizzo del mittente e del destinatario  dell’ordigno?

Si vive in un regime di terrore in Calabria. Per la presenza della mafia e dell’antimafia. Due protagonisti a confronto.