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rosa-del-desertoI passi risuonano sordi ed i piedi affondano nella sabbia arsa e riarsa dal sole cocente ed i sassi sbiancati da esso emanano tepore. Te ne accorgi dal gioco dei colori quando guardi controluce le pietre trasportate negli anni da piene furibonde.


esondazioneAmusa e’ cosi, dolce e silente durante la secca, cattiva e tempestosa nella piena. Corre giu’ dritta e quando e’ rigonfia porta con sè tutto ciò che trova. Nel 1951 portò giù di tutto ed insieme all’altro grande fiume, Allaro, lasciarono morte e distruzione. Segni inequivocabili di grande forza sono gli argini, più volte ridisegnati dalla furia delle acque.

Guardando dall’alto tale superbia e camminando dentro la fiumara secca, hai la sensazione di sentirti piccolo piccolo ed oserei dire, quasi indifeso, proprio come un pulcino lontano da madre chioccia. La vallata di Crochi, spaccata in due da Amusa ha mantenuto per grandi linee la sua natura selvaggia. Dall’alto da casa di “Gnuri” la vista arriva dritta al piccolo tempio in cima alla strada irta, dove l’andare e vieni del popolo di Maria e’ costante, da qui, l’aria di festa si apprezza da subito per via del rumoreggiare della grande fiera disposta sul letto del fiume, la possente voce di qualche mercante che decanta la sua mercanzia arriva all’orecchio distintamente attraverso il riecheggiare della vallata.

santuario_maria_di_crochi-inscaulonia_-_l_eremo_di_crochi_ copiaPer un istante ho voluto chiudere gli occhi e mi son trovato dinanzi il paesaggio invernale, rubato alla mia memoria. Quando il posto della fiera viene preso dal rigolo d’acqua  e il silenzio del posto diventa musica con il suono del fiume, il fischio del vento, il latrato del cane ed i passi incerti del pellegrino in cerca di ristoro tra le braccia di Maria. Un dipinto sognante, per un quadro dai colori sbiaditi, dove la mano dell’uomo non ha, per fortuna, saputo far danni.

Il popolo di Crochi, da sempre devoto a questa Madonna miracolosa è raccolto oggi qui, per onorarla.

festa-s-maria-crochi copiaQuando la processione calca la fiumara dà l’idea di uno sciame d’api dietro la loro regina, il tragitto sulle spalle di uomini e donne è come un abbraccio collettivo di rara suggestione. Le ombre schiacciate dal sole di mezzogiorno sono l’unica fonte di refrigerio al sudore che gronda giù dalle loro fronti rugose, segnate dalle fatiche quotidiane spesso dall’alba al tramonto, a raspare la terra.

La preghiera accorata ed i passi cadenzati dal ritmo della banda danno ordine allo “sciame” ed il passaggio in mezzo alla fiera, adesso silenziosa d’incanto, rendono questo rito unico, e solo chi vive l’istante può apprezzarne la grandezza.

Benvenuti a Crochi il paese della fiumara in festa!

Pino Carella


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La redazione di RadioCivetta