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fini-tullianicurcio_salvatore_insertTanto can can per la casa del Ministro Scajola al Colosseo e altrettanto “per quella” del presidente della Camera di Fini a Montecarlo. Il primo si è dimesso, chieste a furor di popolo le dimissioni del secondo. Ma  non una parola sulla casa vista mare della contessa Lucifero trafugata con prove. Con in mezzo un nugolo di magistrati della procura di Catanzaro, di cui uno tra essi, il pm Salvatore Curcio, la sua signora e la prole, beneficiari. Come? Sarebbe interessante scoprirlo. Ma qui il gioco si fa pericoloso e le inchieste giornalistiche del “il Giornale” e “Libero” sono latitanti su questa questione nonostante da tempo siano stati informati e inviati atti. Come mai?

In queste ultime due settimane si è assistito ad un crescendo di rivelazioni intorno all’etica e alla morale del presidente della Camera Gianfranco Fini. Il paladino delle battaglie sulla trasparenza e libertà si stampa. Inutile soffermarci sulla vicenda, per lo meno credo. Anche le pietre ormai sanno che la contessa Colleoni lasciò nel 1999  in eredità beni ad Alleanza Nazionale nella persona di Gianfranco Fini all’epoca capo del partito. Beni lasciati  per la “buona causa”. Cioè beni lasciati al partito di AN.

casa-montecarlomontecarloTra questi una casa nel cuore di Montecarlo che, con il classico gioco delle “tre carte”, è finita venduta a prezzi stracciati a società off-shore con domiciliazioni in paradisi fiscali e abitata dal cognato di Fini, Giancarlo Tulliani, fratello della sua compagna Elisabetta Tulliani. E pare anche dallo stesso presidente Fini con Elisabetta. Il presidente si è detto  sconcertato e “disappuntato” nell’apprendere dei giornali che il cognato, giovane rampollo di una famiglia rampante, abitasse a Montecarlo. Ma oggi si apprende che la casa sarebbe stata arredate dallo stesso Fini che a Roma avrebbe comprato i mobili poi trasportati a Montecarlo per arredare la magione…

fini-trifuoggiLa questione è spinosa e devo dire intollerabile. Per molti. Il giornalisti de “ il Giornale” e “Libero” con in testa i loro direttori, dall’inizio di agosto battono gran cassa chiedendo le dimissioni di Fini e tracimando la famiglia Tulliani. Madre e figli. Ok. Lo sdegno è legittimo. Non ci si può appropriare di bene altrui. E inoltre fare i moralisti e i super partes in politica. Demolire Berlusconi, che può piacere o no, parlottare fuori onda con occhio malizioso con magistrato, dr. Trifuoggi, a proposito del “malandrino” Silvio nazionale e poi usare una eredità lasciata ad AN per “la buona causa” come fosse una eredità di famiglia. Non si può. Fin qui tutto liscio. Giuste le critiche. E le inchieste. Lavoro eccellente!

Ma. C’è un ma! Da anni Vittorio Feltri e poi il suo successore a “Libero” Maurizio Belpietro sono stati informati dello scempio perpetrato alla Procura di Catanzaro. Perpetrato da uomini delle istituzioni e vari compari. Sezione fallimentare. Caso contessa Enrichetta Lucifero. Caso avvocato Giuseppe Lupis. Legale della nobildonna.  Bene, con aste truccate e carte false e false testimonianze, tutto documentato, la casa è stata tolta alla contessa Lucifero e il suo legale spedito in carcere. Tutte disavventure che traggono origine dalle ribellione della signora Lucifero ad una ingiustizia annunciata come la sottrazione impropria della propria abitazione a Soverato. Il carcere che ha subito il suo legale avvocato Giuseppe Lupis impaludato in una serie di processi che da anni si tengono alla stessa procura di Catanzaro. Processi in cui gli è stata negata la facoltà a difendersi e di difendere la sua assistita Enrichetta Lucifero.

E’ una storia poco interessante? I direttori Feltri e Belpietro, a cui sono state inviate numerose email e riferimenti certi, tipo il dossier sull’Avvocato Lupis pubblicato sul giornale on line J'Accuse... ! hanno pensato che forse non sia il caso di indagare sui benefit e intrallazzi di abitanti di palazzi di giustizia?  Porta male? A chi se così fosse? Perchè mai abbiamo avuto da loro una risposta. Ignorati.


v-feltrim-belpietroE allora cari direttori Vittorio Feltri e Maurizio Belpietro, tanto scandalizzati ( giustissimamente ) dalle "marachelle" di Gianfranco dove nessuno in fondo ha fatto la galera e rischia di farla per la casetta a Montecarlo, perché tacete e non avete avviato inchieste  su come vengono assegnate le case nelle sezioni fallimentari dei tribunali? E restringendo il campo su come è andata la “vendita all’asta” della casa della contessa Lucifero? In questa amarissima vicenda c’è stato il carcere di mezzo. L’avvocato Giuseppe Lupis per  uno strano teorema riconducibile alle minacce con un’arma giocattolo della signora Lucifero ai militi che le intimavano di lasciare il suo appartamento, è stato tradotto in carcere. Anno 2004. E poi di nuovo in carcere, sempre anno 2004 e arresti domiciliari, per presunta calunnia a magistrato. Riconducibile al primo arresto per detenzione illegale di arma da fuoco. Il tutto da dimostrare.

Da anni udienze su udienze. Ancora al primo grado. I magistrati che devono giudicare l’avvocato Giuseppe Lupis “abitano e lavorano” alla procura di Catanzaro. Colleghi di quei tali di nome Salvatore Curcio e Giuseppe Valea.

Ne vogliamo parlare o vi scandalizzate solo per Fini Onorevole Gianfranco perché vi sta antipatico? E anche per fare bella figura con il Berlusca?

Le ingiustizie non hanno colore. Se siete duri e puri occupatevi anche della strana  destinazione della casa della contessa Lucifero.  Siate imparziali. 

Comunque una cosa pare certa: le case delle contesse portano sfiga. E forse una seconda. Dei politici non si ha paura. Sono al servizio dei potenti. Dei magistrati  si.  Si è terrorizzati. Hanno un potere assoluto e sono quindi... potenti!   Ovviamente con le dovute eccezioni.

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